Mediapolis, nominato il commissario
di Rita Cola w ALBIANO Un commissario per Mediapolis. È Massimiliano Basilio, commercialista di Torino. È stato nominato dal tribunale fallimentare di Ivrea (Ivana Peila, Rossella Mastropietro e Cecilia Marino) e, entro la metà di febbraio, dovrà dare un'indicazione di massima sull'ammissibilità della società Mediapolis al concordato. Solo a quel punto, si potrà capire davvero se quella del concordato e, nell'ambito della procedura, la realizzazione del parco, sarà una strada percorribile. La documentazione, curata dagli avvocati Amedeo Rosboch e Luigi Nuzzo, era stata presentata, come disposto dagli stessi giudici, il 10 gennaio scorso. Alfredo Villa, amministratore delegato di Mediapolis, legge la nomina di un commissario come segno di ottimismo: «Ero e sono fiducioso perché il concordato è l'unica soluzione percorribile per salvaguardare al meglio i creditori e la continuità del progetto, con le importanti ricadute occupazionali correlate. Non ultimo, verrebbe preservato anche il valore per gli azionisti, che ad oggi hanno investito circa 19 milioni di euro a fronte di 14 anni d'attesa e la possibilità di attrarre nuovi investimenti sia sul progetto che sul territorio». Il piano presentato dalla società contiene, tra l'altro, due proposte di interesse. Sia Generali investimento holding che Fronest Ldt sarebbero disposte a investire venti milioni di euro a beneficio della procedura di concordato in continuità, ma solo se il concordato sarà omologato e la Regione avrà esaurito le pratiche burocratiche. La stessa Clear Leisure, la società che controlla Mediapolis e fa riferimento allo stesso Villa, si dichiara disposta a versare alla procedura di concordato 12 milioni alle stesse condizioni ovvero con l'omologazione e i permessi a costruire. Il compito del commissario, quindi è di valutare la fattibilità del concordato. Una questione molto complessa e spinosa, legata soprattutto a fatti che dovrebbero verificarsi in altri enti, nell'ambito di procedure autorizzative ben definite, già codificate da un accordo di programma sottoscritto da Regione, Provincia e Comuni nel 2009 e che non sono accaduti. In più, ci sono le aspettative e il dibattito che, in questi quattordici anni il progetto ha generato. Presentato come panacea e simbolo della diversificazione produttiva, ha trovato l'opposizione delle associazioni ambientaliste che ne hanno sempre contestato, in primo luogo, la localizzazione nella piana di Albiano d'Ivrea, area soggetta a esondazioni e, fino a una modifica decisa dalla giunta guidata da Enzo Ghigo di rendere edificabile quella zona. La pratica burocratica, a questo punto della storia, è nelle mani della Regione, cui spetta la convocazione della conferenza dei servizi. Ma intanto, sul territorio, il dibattito su Mediapolis è ripreso. E dopo il sindaco di Bollengo, Luigi Ricca, che ha rilanciato l'area ex Olivetti di Scarmagno come luogo per ricollocare il parco e quello di Borgofranco, Fausto Francisca, che propone l'area industriale ex Alcan, anche i sindaci di San Giorgio, San Giusto e Montalenghe si sono fatti avanti. Giosi Boggio, Massimo Arri e Valerio Grosso, hanno firmato una lettera inviata all'amministratore di Mediapolis Villa. E scrivono: «Le chiediamo di valutare l'ipotesi di insediamento sui nostri territori del parco a tema e annessi centri commerciali». Dove? I tre sindaci chiedono di considerare l'area «industriali sviluppatasi attorno al casello dell'autostrada A5 di San Giorgio. Si tratta di un'area molto vasta, già strutturata dal punto di vista urbanistico, dei servizi e della viabilità. Oltre alla non indifferente presenza di strutture ricettive e alberghiere già esistenti». I tre sindaci ricordano anche come, nella zona, già ci siano alberghi e strutture ricettive e il polo di produzione audiovisivo di Telecittà.