L'Ubertini, carta da giocare per lo sviluppo del paese

CALUSO L'istituto professionale di stato Ubertini di Caluso è una carta da giocare per lo sviluppo del territorio. E a dimostrazione di questo trend c'è il successo delle giornate open day dedicate all'orientamento scolastico che hanno fatto registrare un grande interesse per quando riguarda gli indirizzi dell'agroambientale e dell'enogastronomia. Insomma l'Ubertini si prepara ad una crescita esponenziale degli iscritti per il prossimo anno scolastico. «Un'opportunità – dice il preside Doriano Felletti - che siamo pronti a cogliere. Per questo stiamo affrontando l'unica nota dolente dell'istituto legata ad alcune carenze strutturali del convitto che occupa parte dell'antico ex convento dei frati francescani minori in piazza Mazzini» «Qui vengono ospitati al termine delle lezioni gli studenti che risiedono nei comuni più distanti dando loro la mensa in un grande refettorio e la possibilità di svolgere attività extrascolastiche in laboratori attrezzati - continua il docente - oltre che fare i compiti seguiti da educatori esperti. Attualmente sono un centinaio, ma il numero è destinato a cresce». «Dopo l'allarme lanciato l'anno scorso quando abbiamo dovuto chiudere alcune aule poiché pioveva all'interno, la Provincia ha provveduto ad eseguire i primi interventi. Le aule sono state riaperte, ma il lavoro che resta da fare è tanto» - racconta Doriano Felletti. Un sopralluogo svoltosi nei mesi scorsi da parte dei tecnici della Provincia è stato il primo passo per la redazione di un progetto complessivo di restyling del convitto. «Quello che manca ancora – puntualizza il dirigente scolastico – è il piano finanziario». E di questi tempi, con la carenza di fondi la situazione potrebbe essere davvero delicata. «Ma siamo fiduciosi - continua il preside - Il primo intervento dovrà riguardare due depositi dell'istituto agrario che sono da bonificare avendo ancora le coperture in eternit. Successivamente è necessaria una ristrutturazione dell' ala a sud del convitto dove potrebbero trovare spazio ideale i laboratori dell'alberghiero. La ciliegina sulla torta sarebbe, ma ad intervenire in questo caso dovrebbe essere il comune di Caluso, la sistemazione del secondo piano dell'ala verso nord che potrebbe ospitare uno spazio museale, con documenti e ricerche scientifiche che abbiamo custodito. Ora invece ora è diventato un ricovero per piccioni. In questo modo oltre ad una valenza formativa l'istituto si legherebbe ad un'operazione di rilancio turistico di Caluso, che ben si coniuga con la sua naturale vocazione». «Si potrebbe anche pensare - suggerisce Pierangelo Molteno, responsabile dell'orientamento - a trasformarlo in un ostello». Lydia Massia