«Bene i nuovi ammortizzatori»

MILANO «Innanzitutto tengo a precisare che siamo ancora ai titoli di testa. Per fare una valutazione reale bisogna attendere i testi concreti della proposta»: Tito Boeri, professore di economia alla Bocconi e fondatore del sito Lavoce.info è considerato uno dei massimi esperti italiani in materia di riforma del mercato del lavoro. «E' positivo che si parli di lavoro, dopo che per mesi si è parlato solo di tassazione degli immobili, è altrettanto positivo che si affronti il nodo dal lato della domanda: dopo mesi e anni di scelte errate è indispensabile un intervento radicale e trovo molto importante che si cerchi di semplificare. Ma a questo punto dobbiamo uscire dalle politiche degli annunci e avanzare proposte concrete perché con il susseguirsi delle proposte si rischia di avere un effetto ancora più negativo. Chi deve decidere qualche assunzione rinvia in attesa che si faccia chiarezza». Tra le proposte c'è sicuramente un rilevante cambiamento sugli ammortizzatori anche se si sollevano dubbi sulla copertura... «E' giusto e indispensabile che si voglia unificare gli strumenti di intervento anche fuori dal mondo del lavoro, cioè dalla parte di chi purtroppo è senza occupazione. Da noi gli ammortizzatori sociali esistono solo per chi ha santi in paradiso. Esistono trattamenti molto diversi concessi a diverse categorie di disoccupati, definiti in base al loro potere contrattuale, senza alcuna logica strettamente economica. Come nel mercato del lavoro esistono due segmenti - quello protetto e quello su cui si concentrano i rischi della perdita del lavoro - così fuori dal mercato ci sono disoccupati di serie A e disoccupati di serie B. Detto questo sappiamo da tempo che è indispensabile trovare le coperture senza nuove tasse». Lei ha più volte ribadito la necessità di utilizzare le risorse della spending review. «Per finanziare i nuovi strumenti di sostegno si potrebbe attingere, per esempio, al pozzo senza fondo degli incentivi all'occupazione, organizzati male e spesso inefficaci». (a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA