Unica certezza: mini-Imu il 24
ROMA L'unica data certa per ora è quella del 24 gennaio, giorno entro il quale gli italiani proprietari di case dovranno calcolare e pagare la mini-Imu. Un balzello che secondo il governo inciderà appena sulle tasche delle famiglie (e che - a meno di possibili piccole modifiche da parte dei Comuni - non è dovuto sotto i 12 euro) ma dal quale, ha ribadito più volte l'esecutivo, non ci si può in nessun modo esimere. La stessa scadenza è fissata anche per la maggiorazione della Tares per il 2013, pari a 30 centesimi a metro quadro. Per il resto, ovvero per tutta la nuova tassazione sulla casa, di certezze ce ne sono poche. Il governo ha annunciato un aumento delle aliquote per un massimo dello 0,8 per mille condizionato alla concessione di detrazioni alle famiglie più deboli o numerose, ma le decisioni fattuali sugli importi finali, sugli sconti, sui tempi e sui modi del pagamento, sono tutte rimandate ai Comuni. L'aumento di aliquota tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille, ad esempio, può essere attribuito sull'aliquota della prima casa o della seconda, oppure calibrato tra le diverse tipologie di immobili, quindi con grande flessibilità e varietà di soluzioni. La legge di stabilità lascia grande libertà ai comuni anche sui tempi, per decidere quando e come far pagare Tasi e Tari. A differenza della mini-Imu, dovranno essere loro a mandare concretamente il bollettino postale ai cittadini, decidendo anche le date e avendo come unico punto di riferimento il 16 giugno indicato tassativamente dal governo come possibilità per un'eventuale unica rata. «Il Comune - si legge nella legge - stabilisce il numero e le scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla Tari e alla Tasi. comunque consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno». Capannoni. L'effetto Imu-Tasi sui capannoni, secondo la stima della Cgia di Mestre, determinerà un aggravio per le imprese, rispetto al 2013, che potrà salire in media fino a 769 euro. Prendendo in esame tre piccole realtà produttive - un artigiano installatore di impianti con un reddito di 40.000 euro e un capannone D1 di 500 mq; una Snc artigiana con due socie e 4 dipendenti, reddito di 60.000 euro e un capannone di 1.000 mq categoria D1; e una Srl con 2 soci e 20 dipendentì, reddito 80.000 euro, capannone di 3.000 mq categoria D7 - la Cgia ha stimato aumenti che vanno da 73 euro, passando poi ad una fascia media di fino a 232 euro, ma arrivano ad un massimo di +769 euro.