Un acquirente per il pensionato Romana
CASTELLAMONTE Sarebbe in dirittura di arrivo la vendita del vecchio pensionato di via Carlo Botta, di proprietà del vicino istituto Domenica Romana. Lo stabile, chiuso da oltre quant'anni, si trova in grave stato di degrado. «Abbiamo trovato una soluzione – spiega Pier Franco Pellegrinetti, dal 2006 presidente dell'istituto ed in scadenza di mandato -, ma prima dobbiamo verificare se l'affare potrà andare in porto. Vogliamo comunque essere ottimisti». Nel frattempo, è stato dato incarico al geometra Claudio Cola di predisporre un progetto per la messa in sicurezza dello stabile. Durante il sopralluogo, avvenuto nei giorni scorsi ed al quale ha partecipato, tra gli altri, anche il vicesindaco di Castellamonte, Giovanni Maddio, si sarebbero riscontrati gravi problemi alle strutture interne ed esterne dell'edificio. In particolare, dal tetto potrebbero cadere tegole o detriti sui passanti nella centralissima via Botta, e nell'adiacente vicolo Enrietti Grosso. Ma anche, su alcune mura del vecchio pensionato, sarebbero state notate crepe dovute all'infiltrazione di acqua e gelo. «In attesa dell'alienazione – aggiunge Pellegrinetti – provvederemo, come è già avvenuto negli scorsi anni (l'ultimo intervento è stata fatto nell'estate del 2012), ad un restyling dell'edificio che tuttavia, ed è bene precisarlo, è sempre stato tenuto sotto controllo». Tra i soggetti interessati all'acquisto dello stabile figura anche una società locale che, dopo aver contattato il direttivo del Romana, a suo tempo aveva trasmesso al Comune un piano di recupero consistente nella realizzazione di un complesso con, al piano terreno, di alcuni negozi, otto alloggi nei piani superiori, quattro parcheggi all'ingresso dello stabile ed un ampio garage nel seminterrato. L'approvazione del piano di recupero, però, venne vincolata alla condizione che la convenzione con l'istituto Domenica Romana, proprietario dello stabile, venisse stipulata entro sei mesi, pena la decadenza dei relativi atti deliberativi del consiglio comunale (si parla di una seduta dell'ottobre 2012). I tempi, sono evidentemente trascorsi. La casa di riposo intitolata a Domenica Romana (mamma dei benefattori Camillo e Mario) iniziò l'attività nel 1918. Nel 1932, grazie all'opera di don Severino Bertola, l'attività stessa fu divisa in due sezioni: ricovero di mendicità e pensionato. Quest'ultimo edificio venne abbandonato nel 1971 quando fu costruito il nuovo stabile che attualmente ospita un centinaio di anziani. Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA