Il sindaco Bogetti: «Maggior peso solo con l'Unione»
BARONE «Dobbiamo ripensare ad una forma di Unione dei Comuni che gravitano intorno a Caluso, dopo lo scioglimento della comunità collinare Terre dell'Erbaluce. Solo in questo modo possiamo sperare di aver maggior peso in un ambito di area metropolitana, di non perdere servizi importanti per tutto il territorio lavorando ad una loro ottimizzazione». A caldeggiare il ritorno ad una nuova forma di aggregazione tra i sette Comuni, (Caluso, Mazzè, Candia, Barone, Vische, Villareggia e Montalenghe), un tempo uniti nella comunità, è il sindaco di Barone, Sergio Bogetti. Un invito che arriva mentre la legge di stabilità ha di fatto allungato i tempi per l'obbligo di associazione di tutte le funzioni comunali, prima fissato per l'inizio di quest'anno. Un invito rivolto soprattutto al sindaco di Mazzè, Teresio Comerro, che era il presidente dell'Unione. Ma che per essere raccolto a questo punto dovrà necessariamente aspettare il risultato delle amministrative del prossimo maggio. Com'è noto, infatti, Comerro, essendo al secondo mandato non potrà ricandidarsi. Intanto, quello che a tutt'oggi resta dell'Unione sono il corpo di Protezione civile e la commissione locale del paesaggio. Tutti gli altri servizi invece sono stati smembrati. Solo la Protezione civile li tiene uniti. Anzi, ad entrare nel servizio associato, trasformato, dal febbraio dell'anno scorso in una convenzione, è stato anche il Comune di Orio. Nessuna novità, invece, per il servizio unificato di Polizia municipale, che aveva visto l'abbandono di Caluso, non obbligata a convenzionarsi, superando i 5mila abitanti. E che ora vede un'aggregazione tra Mazzè, diventato il Comune capofila, con i vicini di casa di Villareggia, Candia e Barone. Della convenzione fa parte anche il Comune di Rondissone. Stessa sorte per lo Sportello unico per le attività produttive (Suap): Caluso è tornato ad essere autonomo con un suo sportello, mentre Barone, Candia, Montalenghe, Orio e Vische si sono uniti per la gestione in forma associata dello sportello. Anche il Suap fa capo a Mazzè. In materia di Protezione civile "detta legge" il Comune di Vische. Qui, infatti, c'è la sede operativa, con tutti i mezzi a disposizione del servizio, già visti all'opera in occasione di vari eventi alluvionali. Nei giorni scorsi anche l'amministrazione oriese ha provveduto alla corresponsione della quota fortettaria al comune di Vische per la gestione del corpo di Protezione civile, stabilita in uno degli articoli che regolano la convenzione. L a cifra da pagare per Orio è di 750 euro l'anno. Il Comune di Mazzè, che può contare su un bel gruppetto di volontari, ospita invece una base logistica ed una postazione radio. Ogni Comune ha al suo interno un responsabile del corpo di Protezione civile, che attualmente conta una cinquantina di volontari, tutti formati dopo un corso regionale. (l.m.)