Terremoto, notte di paura a Napoli
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Le finestre sbattono, i lampadari ondeggiano. Alle 18.08 la terra trema in Campania e la paura arriva fino in Molise. Avvertito anche a Roma, il terremoto con magnitudo 5 è stato registrato ieri nell'area del Sannio, a ridosso dei Monti del Matese, tra il Casertano e il Beneventano, a 11 km di profondità. I comuni più vicini all'epicentro sono Castello del Matese (1500 abitanti), San Potito Sannitico e San Gregorio Matese in provincia di Caserta e Cusano Mutri in provincia di Benevento. Panico anche a Napoli, dove molta gente si è riversata per strada in molti quartieri.Non si registrano vittime. Un uomo è rimasto ferito perché in preda al panico si è lanciato dal balcone di casa, a Maddaloni (Caserta). Non è in gravi condizioni. Grave invece una pensionata che a Cassino è uscita per strada correndo ed è stata investita da un'auto. A Piedimonte Matese danni verificati alle due chiese Ave Gratia Plena e di Alife. Gran lavoro per i vigili del fuoco in tutta l'area interessata, migliaia le chiamate. La scossa è stata preceduta da un'altra, alle 18.03, a 24 km di profondità e seguita da almeno altri nove sussulti di minore intensità di magnitudo tra 2.3 e 3.7, secondo quanto ha riferito l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Secondo gli esperti, a far tremare la terra è stata l'estensione dell'Appennino: come se il Tirreno si stesse allontanando dall'Adriatico. Il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha convocato una riunione del Centro operativo comunale della Protezione civile. Napoli ha vissuto, soprattutto ai piani alti dei palazzi e nel centro storico, momenti di terrore. «Ero all'ottavo piano ed è stato terribile» ha detto un pensionato del quartiere Arenella, zona collinare della città. Il sindaco Luigi de Magistris su Twitter ha lanciato subito un invito: «Al momento non si registrano danni a persone o cose. Utilizziamo i cellulari solo come estrema necessità per qualche ora». I carabinieri hanno subito prestato assistenza alla popolazione nelle zone più isolate della Campania, in particolare per aiutare le persone più anziane e verificare eventuali danni. Continua intanto a tremare la terra a Gubbio dove 17 scosse si sono registrate dal 27 dicembre e due solo ieri. Il Sannio è considerato molto attivo dal punta di vista sismico, i terremoti in queste aree vanno da un profondità di 30 km a pochi chilometri. La prima scossa è sempre quella di maggiore intensità, ripetono gli esperti, ma dopo l'esperienza dell'Aquila nessuno se la sente di azzardare previsioni. I 5 gradi di magnitudo non sono stimati elevati per quest'area. Dal Sannio ma anche dall'Irpinia dove il tragico sisma di magnitudo 6 causò 2914 morti, 8.848 feriti e oltre 280 mila sfollati. Era il 23 novembre 1980, anche allora una domenica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA