Edipower, stop all'attività A rischio 50 posti di lavoro

MONTANARO. Il Comune ha assegnato un contributo di 1.800 euro all'associazione don Bosco alla quale è legato dal gemellaggio solidaristico. Il contributo servirà a sostenere le spese di assistenza e di istruzione per 5 bambini ospitati presso l'asilo della Provvidenza Divina della Comunità di San Cristoforo e sarà versato all'associazione Per-Dono, che ha lo scopo di raccogliere fondi per il finanziamento di iniziative umanitarie, con particolare riferimento al sostegno a distanza dei bambini di strada delle favelas di San Cristoforo e costituisce il tramite tra la comunità montanarese e l'associazione di Padre Cristoforo Testa. CHIVASSO La centrale Edipower sospenderà la propria attività per il 2014. Ad annunciarlo ufficialmente l'antivigilia di Natale sono stati gli stessi vertici aziendali del gruppo che all'Unione Industriali hanno incontrato le organizzazioni sindacali territoriali e la Rsu dell'impianto chivassese. Nel corso dell'incontro è stato presentato alle organizzazioni dei lavoratori il quadro di criticità del settore della produzione termoelettrica e le ripercussioni negative sull'attività degli impianti a ciclo combinato del gruppo. In particolare è stata comunicata la decisione dell'azienda di rafforzare le misure presso la centrale cittadina dove nell'anno in corso era già stato avviato un programma di cassa integrazione ordinaria di alcuni mesi. Quindi la centrale turbogas con ciclo alimentato a gas metano, inaugurata nel 2005 al posto della storica centrale Enel entrata in esercizio nel 1953, sarà ferma per il 2014 e forse anche per il 2015. Og gi venerdì 27 l'azienda dovrebbe incontrare le segreterie nazionali dei sindacati per avviare un confronto sulla situazione complessiva del settore della produzione elettrica del gruppo ma la decisione per il 2014 non sembra facilmente revocabile. Le conseguenze per il territorio chivassese potrebbero essere decisamente complesse. Da un lato infatti ci sono i posti di lavoro, attualmente una cinquantina e l'indotto. Dall'altro c'è anche il rischio che con la sospensione per un anno (almeno) dell'attività, il progetto del teleriscaldamento subisca un brusco stop. Il cantiere per la realizzazione dell'impianto che dovrebbe garantire il riscaldamento di diversi edifici pubblici e privati, dopo aver subito diverse vicissitudini, è aperto da molti mesi e la fonte principale di calore dovrebbe essere proprio l'acqua calda proveniente dalla centrale. «C'è sicuramente preoccupazione – ammette il vicesindaco Massimo Corcione –, ci sono una serie di problemi che temiamo coinvolgeranno anche l'azienda che si sta occupando del teleriscaldamento. È nostra intenzione monitorare la situazione, cercando di farci parte attiva. Certamente la questione energetica è problematica in tutta Italia, con la nostra nazione che importa energia dalla Francia…». Concorda con lui anche il sindaco Libero Ciuffreda, che però spera che ci siano ancora margini di manovra «Per il teleriscaldamento è stata stipulata una convenzione – precisa – e gli impegni devono essere rispettati. So che l'azienda sta tentando il tutto per tutto per cercare una soluzione che risolva i problemi a livello nazionale. Credo che la partita sia importante e non riguardi solo Chivasso ma l'intero sistema paese e che tutti i soggetti debbano farsene carico». Silvia Alberto