«Tares, il 70% delle persone paga meno»
ROMANO La minoranza attacca, il sindaco Oscarino Ferrero e la sua giunta rispondono. Prosegue così, si pensa fino alle prossime elezioni amministrative di primavera, il duro confronto politico a Romano. Il pomo della discordia è questa volta l'imposta sui rifiuti che l'esecutivo di Oscarino Ferrero ha scelto di applicare come Tares, invece di confermare la Tarsu. La Tares, secondo la minoranza, ha comportato aumenti molto elevati, fino al quadruplo, a carico dei cittadini romanesi. Il sindaco di Romano ha così deciso di spiegare la sua verità in una lettera aperta inviata a tutti i suoi concittadini. Oscarino Ferrero definisce «ingiustificate, strumentali e prive di fondamento le critiche della minoranza», e spiega i motivi della scelta a favore della Tares, che ha evitato l'aumento di altre imposte come Imu e addizionale Irpef che sarebbero comunque gravate sul contribuente, sottolineando che sono previsti «contributi alle famiglie meno abbienti, nonché di poter rateizzare l'imposta». L'assessore al bilancio Silvana Carletti precisa che il 70% dei 1.313 nuclei familiari di Romano (circa 920 famiglie) è composto da una o due persone, che pagheranno di meno con la nuova Tares. Sono 50 le famiglie tra le cinque e le sette persone che avranno aumenti del 150%, e non del 400%, compresa la quota destinata allo Stato». (s.ro.)