Spille d'oro, spazio agli amici
IVREA Nuovo slancio per l'associazione Spille d'oro Olivetti, che guarda al futuro aprendo le porte anche ai familiari degli iscritti, a chi non ha raggiunto i 25 anni di lavoro nella storica azienda eporediese e anche ai simpatizzanti: «Una scelta – ha spiegato il segretario Luigi Fundarò, durante il tradizionale incontro per lo scambio di auguri natalizi di giovedì 19 – dettata dalla volontà di rivitalizzare il sodalizio, che oggi conta 2.750 iscritti, la cui età media è avanzata. L'associazione che ha tesserati in tutta Italia oltre a delegazioni esterne a Pozzuoli e Crema, dove l'azienda aveva stabilimenti, e a Roma e Milano, dove c'erano sedi commerciali, mantiene vivi i valori e gli ideali dell'azienda eporediese». Una realtà che il Paese, grazie alla recente fiction su Adriano Olivetti, comincia finalmente a conoscere. Ne è convinto il presidente David Olivetti, che considera l'evento televisivo un punto di partenza per offrire al pubblico l'occasione di approfondire la straordinaria epopea olivettiana. Conversando con le tante Spille d'oro, presenti al salone pluriuso di Samone per il brindisi di Natale, l'impressione è che la fiction non sia riuscita a cogliere appieno la straordinarietà di un'esperienza umana e imprenditoriale che solo chi è cresciuto a pane e Olivetti ben ricorda. È il caso, ad esempio, di Ugo Proserpio, oggi redattore del notiziario delle Spille d'oro, che varcò i cancelli nel 1958 ed ebbe l'onore di conoscere l'ingegnere, e di Norma Borghesio e Teresa Novaria, assunte entrambe nel 1962, segretaria all'ufficio tecnico la prima, all'ufficio personale la seconda: «Ho iniziato a lavorare – spiega Novaria – nel periodo del boom di assunzioni. Quando, molti anni più tardi, l'azienda ha cominciato a lasciare a casa la gente ho chiesto di essere trasferita, ne soffrivo troppo». «Ricordo – fa eco Borghesio – quando, diciassettenne, arrivai all'Olivetti. Rimasi stupita, io che venivo da Azeglio e andavo al cinema una volta ogni tanto, dalla straordinaria offerta di proposte culturali per i dipendenti». Anche Leo Coen Pirani entrò in Olivetti all'indomani della scomparsa di Adriano, quando «ancora la sua memoria e la sua opera erano molte vive e sentite. La vicenda giudiziaria delle morti per amianto? Bisogna stare attenti. Fino a una certa epoca nessuno sapeva quali conseguenze avesse quel materiale sulla salute. Se i responsabili erano a conoscenza del rischio e hanno agito in maniera dolosa è giusto siano puniti. Stupisce però pensare che non si sia intervenuti al riguardo in un'azienda come l'Olivetti, che è sempre stata sensibile al discorso sicurezza». E l'attenzione verso chi ha bisogno di sostegno e cure è uno dei punti di forza delle Spille d'oro che, oltre a gite ed eventi conviviali, organizzano ogni anno giornate d'incontro e la settimana della solidarietà a Inverso, dove una trentina di volontari si prendono cura di persone bisognose. Paola Principe