Unesco, nasce un club
di Vincenzo Iorio wIVREA Un club Unesco che affianca e e rafforza la candidatura di Ivrea a Città industriale del XX secolo, oggi nella tentative list per essere riconosciuta dall'Organizzazione delle nazione unite come patrimonio dell'umanità. La prima riunione si è tenuta nei giorni scorsi in sala Santa Marta e ha interessato presidi e insegnati delle scuole, realtà come Rotary, il Soroptimist, e alcune associazioni culturali. Un primo passo, perché come spiega l'assessore allla Cultura, Laura Salvetti, «la candidatura Unesco è soprattutto un processo partecipativo che deve coinvolgere tutta la comunità eporediese». Il costituendo club viene quindi visto come un'associazione di volontariato operante sul territorio, aperta ai cittadini che desiderino farne parte, che si propone la promozione degli ideali dell'Unesco. Uno straordinario strumento di partecipazione e sensibilizzazione a sostegno del lavoro istituzionale nel processo di informazione e condivisione con il territorio della candidatura. «Altri incontri - aggiunge Salvetti - verranno organizzati nelle prossime settimane nei diversi quartieri della città. Il club è un'opportunità unica per avere al fianco volontari impegnati nella società, nella scuola, nel mondo del lavoro che saranno in prima linea per realizzare occasioni di informazione e sensibilizzazione». Perché quando i commissari Unesco verranno a Ivrea valuteranno anche gli aspetti socio-culturali e il coinvolgimento della popolazione. Intanto, il lavoro del tavolo di coordinamento per la preparazione del dossier (che va consegnato entro febbraio 2015) prosegue. E se l'individuazione della zona core, di eccellenza, con i suoi edifici può dirsi di fatto conclusa, l'attenzione ora si è spostata sulla cosiddetta buffer zone, zona tampone, che ha comunque una sua importanza. «Stiamo parlando di aree di prossimità, al di fuori degli edifici - spiega Renato Lavarini, coordinatore del tavolo di lavoro -. Stiamo raccogliendo la documentazione e avviando un percorso con i soggetti che sono all'interno di questa area. Prima che essere un lavoro tecnico, la candidatura Unesco è una grande sfida culturale».