Evade un camorrista autore di due omicidi nella faida di Scampia

di Annalisa D'Aprile wROMA Una telecamera inquadra la Panda van verde chiaro che imbocca l'autostrada al casello di Genova Ovest. Ed è da quel punto che da mercoledì mattina si sono perse le tracce di Bartolomeo Gagliano, 55 anni, il serial killer evaso dal carcere di Marassi (Genova), o meglio scappato al termine di un permesso premio. E mentre in Liguria come nel resto del Paese scatta la caccia all'uomo, a Pescara si registra un'altra evasione. Stessa modalità: scaduto il permesso di 8 ore, il pentito di camorra Pietro Esposito (accusato di due omicidi) si è eclissato. Esposito, uomo di Lauro, durante la faida di Scampia attirò in trappola Gelsomina Verde, 22 anni, per indurla a rivelare il nascondiglio degli "scissionisti". Ma Giuseppina non ne sapeva niente: fu così uccisa a colpi di pistola e poi bruciata nella sua auto. Accadeva nel 2004. Intanto a Genova la fuga di Gagliano, soprannominato "il killer di San Valentino", autore di delitti contro le prostitute, ha scatenato una sorta di psicosi. Decine le segnalazioni arrivate alla mobile ligure, che lo sta cercando anche all'estero, in Francia e in Spagna. Ancora sotto choc Maurizio, il panettiere sequestrato da Gagliano a Savona all'alba di mercoledì. Puntandogli una pistola contro il killer si è fatto portare fino a Genova, ha scaricato il panettiere ed è poi fuggito con la sua macchina. A cercare di spiegare i motivi della fuga è il fratello, Natale Gagliano: il permesso negato per i giorni di Natale lo avrebbe contrariato. «Sono andato a prenderlo a Genova domenica mattina e dovevo riportarlo martedì, ma poi alle 7 ha chiamato mia madre e lui non era più in casa - racconta -. Torna a casa - dice - non fare cavolate e soprattutto, non fare male a nessuno». E aggiunge: «È stato definito serial killer, ma non esiste, ci sono specialisti che l'hanno seguito. Se era a posto perché non dargli i permessi?». Ecco, proprio la concessione del permesso premio a un pluriomicida, classificato come «sociopatico, narciso, caratterizzato dal disprezzo per regole e leggi della società», è al centro di una polemica su cui riferirà stamattina in Parlamento il ministro della Giustizia Cancellieri. Il procuratore di Genova, Michele Di Lecce, spiegando come mai il carcere di Marassi avesse nel fascicolo di Gagliano solo la parte relativa ai reati che stava scontando (una condanna per rapina...) e non il resto del suo ampio "curriculum", dice: «Quando un soggetto è in espiazione di una pena, il riferimento è al titolo per il quale sta espiando». Per chi ha firmato il permesso, la procedura è stata corretta: «È stato rilasciato su basi legittime - spiega il giudice del tribunale di sorveglianza Daniela Verrina - dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità e nessun rilievo psicopatologico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA