Incidente sul lavoro, dirigenti Asa assolti
CASTELLAMONTE Tre assoluzioni ed una condanna nel procedimento penale relativo ad un incidente sul lavoro dove un operaio rimase travolto dalla frana della sponda di un scavo per la posa del teleriscaldamento a Castellamonte, subendo gravissime ferite da rimanere paralizzato. Accusati del reato di lesioni personali gravissime erano l'ex direttore dell'Azienda servizi ambiente di Castellamonte, Emidio Filipponi, l'ex dirigente della stessa società, Bruno Adage, il responsabile della sicurezza per il cantiere, Davide Ferrero, tutti difesi dagli avvocati Pio Coda e Leo Davoli, ed il responsabile della ditta, Marco Morri, per la quale operava la vittima ovvero, la Gm Impianti srl di Settimo Torinese, difeso dall'avvocato Antonio Mencobello. Filipponi, Adage e Morri sono stati assolti, mentre il responsabile della sicurezza Ferrero è stato condannato alla pena di un anno, sospesa con la condizionale. Soddisfatti, al termine del processo, gli avvocati difensori che hanno potuto dimostrare l'estraneità dei vertici dell'allora Asa Acque nell'incidente, contrariamente a quanto sosteneva l'accusa che aveva invece richiesto la condanna ad un anno per tutti e quattro gli imputati. I fatti, oggetto del procedimento, risalgono al 9 marzo di sei anni fa. L'operaio lavorava in un cantiere di scavo per la posa delle condotte del teleriscaldamento in via del Casino, a Castellamonte. Il tecnico, con la mansione di tubista saldatore, era intento ad operare su una condotta all'altezza del civico 42, quando improvvisamente una delle sponde della trincea cedette. Un manufatto in cemento sovrastante la sponda crollò, schiacciando uomo all'altezza del bacino. Il cedimento ed il crollo della sponda, come sostenne l'accusa, sarebbero state cagionate, fra vari motivi, dalle infiltrazioni d'acqua e da una non adeguata puntellatura delle stesse ponde. Insomma, sarebbero mancate le condizioni per operare in totale sicurezza. Il quadro clinico dell'operaio si presentò sin da subito molto critico e perdurò per settimane. Quando, a fine aprile, l'uomo uscì dall'ospedale, aveva subito lesioni tali da non poter più camminare e questo, naturalmente, ne pregiudicò le capacità lavorative. Valerio Grosso