Wolframcarb si divide in due In 27 senza salario da mesi

CASTELLAMONTE C'è chi è in cassa integrazione da cinque anni. E, dal mese di giugno, non ha più visto un euro. Accade alla Wolframcarb, azienda leader nel mercato dei sinterizzati, con partnership in oltre 70 Paesi del mondo. Da sei mesi, 27 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria e non ricevono le spettanze. Lino Malerba, funzionario Fiom, attacca: «Abbiamo firmato un accordo con l'azienda per un anno di cassa integrazione straordinaria e Wolframcarb si è impegnata ad anticipare le spettanze. Cosa che è successa solo il primo mese». Di più. Del mese e tre settimane di cassa integrazione in deroga del 2012, i lavoratori hanno percepito soltanto il corrispettivo di tre settimane. Manca un mese «che - dice Malerba - i lavoratori rischiano di perdere». Ma non è ancora tutto. Da ottobre, metà dei lavoratori della Wolframcarb è passata, attraverso una cessione di ramo d'azienda, a una società con sede in Valle d'Aosta, la Wrt, e con unità produttiva sempre a Castellamonte, nelo stesso posto. «Abbiamo impugnato il trasferimento - aggiunge il sindacalista - chiedendo che tutti i lavoratori siano assunti nella nuova società perché è un'operazione che non ci ha convinto affatto. Inoltre, l'azienda si era impegnata ad aprire una mobilità volontaria e a chiedere all'Inps di erogare direttamente la cassa integrazione, ma non ci risulta sia stato dato seguito a queste dichiarazioni tant'è che noi stiamo valutando la presentazione di un'istanza di fallimento su Wolframcarb, tanto più che da fine luglio è una società in liquidazione». «Comprendiamo la difficoltà dei nostri dipendenti – spiegano i titolari dell'azienda di via Brezzi, Claudio Maddio e Giovanni Michela (nella foto) –, ma anche noi siamo in attesa di alcuni crediti, ammontanti a circa mezzo milione di euro, che vantiamo nei confronti dell'Unione europea su programmi di ricerca. Appena si sbloccheranno questi ed altro denaro rientrerà, pagheremo quello che c'è da pagare. Non abbiamo alcuna intenzione di mettere in liquidazione la Wolframcarb». Nelle casse dell'azienda castellamontese mancherebbero anche un centinaio di migliaia di euro non versati dalla ditta che aveva acquistato i "denti" per la talpa che ha realizzato la metropolitana di Torino. «Senza contare – aggiungono Maddio e Michela – , il fatto che lo scorso anno abbiamo perso commesse per altre centinaia di migliaia di euro per la fornitura dei nostri prodotti alle ditte che avevano il compito di realizzate scavi in altre tre città italiane (Firenze, Milano e Torino), Copenaghen, Kishaganga, tra l'India ed il Pakistan, nella provincia indiana del Bangladore e in Malesia». Per i due imprenditori, la cessione di ramo d'azienda è stata una necessità, per differenziare. Inoltre, dicono che c'è l'intenzione di vendere ai Paesi emergenti parte della tecnologia che nella lavorazione dei metalli duri è tra le migliori al mondo. «Abbiamo avviato contatti – dicono – con alcuni Paesi dell'Oriente asiatico che potenzialmente possono essere interessati ad acquisire i nostri macchinari e le tecnologie di cui che disponiamo». (ri.co. d.r.)