Con la crisi non si rottama la Mastropietro aggiusta
CUORGNÈ Mobili, arredi, elettrodomestici inutilizzati ed ancora in buone condizioni o che necessitano soltanto di qualche piccola riparazione ed ingombrano cantine e ripostigli, da ora, grazie all'Associazione Mastropietro, possono rinascere a nuova vita ed essere utilizzati da nuclei familiari in difficoltà che non possono permettersi nuovi acquisti. Il materiale può essere consegnato (ma in caso di particolari necessità viene anche ritirato a domicilio) il mercoledì in un magazzino che il Comune di Cuorgnè ha messo a disposizione della lodevole istituzione guidata dall'instancabile Egidio "Gigio" Costanza nei pressi del Ponte Vecchio. La festa per lo scambio degli auguri natalizi, in agenda nella ssede di via Marconi venerdì 20 dicembre, a partire dalle 20, diventa l'occasione per fare il punto su una realtà da 35 anni in prima linea nell'affrontare le situazioni di disagio sociale. Accanto alla mission tradizionale dell'accoglienza di persone legate alle dipendenze, con la crisi la Mastropietro è diventata sul territorio un punto di riferimento insostituibile, un autentico baluardo al quale ogni giorno si presentano nuove emergenze. Da chi non ha un tetto per dormire a chi non sa come mettere insieme un pasto al giorno, ma anche chi, magari anziano e solo, cerca soltanto qualcuno con cui scambiare qualche parola. «Quest'anno, grazie alla collaborazione con il Comune di Cuorgnè che ci consegna i pasti avanzati nelle mense scolastiche ed alla Coop che ci mette a disposizione i prodotti non più vendibili, abbiamo attivato un servizio mensa aperto dal lunedì al venerdì nella sede di via Marconi del quale fruiscono 25 persone - spiega Gigio Costanza -. In convenzione con il Ciss 38, inoltre, con il progetto "Un tetto per tutti" finalizzato a rispondere alle emergenze abitative, abbiamo destinato due appartamenti a nuclei familiari ed uno ad adulti in difficoltà. Attualmente, sono tutti occupati da una decina di persone. Complessivamente, tra comunità ed alloggi, seguiamo una settantina di persone. Noi continuiamo a fare la nostra parte, ma occorre creare una comunità di territorio, una cultura di solidarietà e condivisione in cui tutti si sentano partecipi e coinvolti. La politica deve stare in mezzo alla gente». Se il crack Asa ha portato alla liquidazione la cooperativa La Porta, sono tuttora operative la Cooperativa Ponte Vecchio che svolge servizi per i Comuni e si occupa della sistemazione dei sentieri nell'area del Parco di Belmonte e la Cooperativa agricola sociale Garavot dedita all'agricoltura solidale. Chiara Cortese