L'ultimo saluto a Gedda, per tutti Pierin del Laiet
ALICE SUPERIORE Viveva da eremita nella sua baita priva di luce elettrica tra i boschi che costeggiano il Chiusella, a Gauna, frazione di Alice Superiore. Registrato all'anagrafe come Pietro Gedda, era per tutti "Pierin del Laiet", dal nome, appunto, della sua baita. Se n'è andato improvvisamente a 81 anni, fulminato da un infarto che l'ha sorpreso seduto al tavolo della cucina. Un commiato in punta di piedi, così come riservata è sempre stata la sua vita, tanto è vero che non molti, in paese, meno ancora nel resto della valle, lo conoscevano, tanto rare erano le sue uscite. Coerente fino in fondo, non voleva, "Pierin", che in valle fossero affisse epigrafi che annunciavano la sua scomparsa, e così è stato. Il passaparola ha tuttavia fatto sì che non fossero in pochi ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno. Pescatori, cacciatori e cercatori di funghi erano i suoi amici. Tutta gente che lo aveva conosciuto scarpinando sui sentieri e tra i boschi del "Laiet". Con loro "Pierin" era entrato in confidenza, tanto che spesso li voleva suoi ospiti per il pranzo, dove la polenta non mancava mai. «Grazie ad una radiolina sempre accesa era aggiornato sul fatti del mondo. In possesso di una straordinaria memoria, era lucido custode di storie e personaggi del passato» raccontano ora gli amici. Alcuni di questi, in visita al "Laiet" l'avevano in più di un'occasione rallegrato con i loro strumenti musicali. «Ecco, vorrei che al mio funerale ci fosse la banda» amava ripetere. Ed è stato accontentato. E nella bara ha trovato posto quella radiolina che per "Pierin" rappresentava l'unico collegamento con il mondo esterno. (g.g.)