Uccise due uomini, patteggerà 18 mesi

di Vincenzo Iorio wIVREA Patteggerà un anno e sei mesi l'autotrasportatore che nel marzo dello scorso anno travolse e uccise un operaio e un ingegnere dell'Ativa sull'autostrada Torino-Aosta, all'altezza del casello di Ivrea. In quell'incidente rimase gravemente ferito anche un terzo operaio. Il 28 aprile Denis Salvadori, 39 anni, di Badia Polesine (Ro), comparirà davanti al giudice dell'udienza preliminare Stefania Cugge con l'accusa di duplice omicidio colposo e lesioni gravi. I suoi avvocati, Cinzia Virota e Valentino Pascarella, hanno ottenuto dal pm Ruggero Crupi l'assenso al patteggiamento, dopo che l'assicurazione ha risarcito i parenti delle vittime. È ancora in corso, invece, l'iter per il risarcimento dell'operaio di 49 anni rimasto ferito quel giorno sull'A5. Oggi Denis Salvadori ha cambiato residenza e lavoro. Vive in provincia di Verona e non guida più Tir, nonostante abbia riavuto la patente. Lavora come magazziniere. Nel marzo scorso ha scritto una lettera indirizzata ai familiari delle vittime. Poche righe, scritte di suo pugno, per chiedere perdono e raccontare del suo dolore per una tragica fatalità che ha segnato per sempre la sua vita e quella delle persone che non ci sono più. Le vittime si chiamavano Salvatore Parco, 37 anni, e Alfredo Cionfoli, di 43, entrambi residenti a Torino. Il primo, originario di Potenza, si era sposato da pochi mesi. Dopo la laurea era stato assunto dall'Ativa Engineering. Cionfoli, originario di Brindisi, era sposato e padre di due figli ancora minorenni. Erano le 11.30 dell'8 marzo 2012 quando l'autostrada Torino-Aosta si trasformò in un inferno. All'altezza dell'uscita di Ivrea c'erano quattro operai e un ingegnere dell'Ativa, la società che gestisce il tratto Quincinetto-Torino. I cinque stavanno effettuando piccole operazioni di carotaggio. L'area era stata delimitata con i coni bianchi e rossi, mentre un grossa freccia luminosa avvertiva gli automobilisti di spostarsi sulla corsia di sorpasso. È stato un attimo e un camion proveniente da Aosta era piombato sugli uomini che stavano lavorando. Travolse prima i due furgoni dell'Ativa a bordo strada, poi Salvatore Parco, Alfredo Cionfoli e un terzo uomo. Li aveva trascinati per quasi quattrocento metri, finendo la folle corsa sul prato adiacente all'uscita del casello di Ivrea. Agli agenti della Polizia stradale, l'autista del camion spiegò di non essersi accorto di nulla: «Ho avuto un colpo di sonno». Gli esami del sangue confermarono che Salvadori non era sotto l'effetto di droghe o alcolo. «La causa di quella tragedia - spiega l'avvocato Vironda - è da attribuirsi a un colpo di sonno o a una crisi glicemica».