Ex Liri, 90 in piazza per riavere il posto
PONT A Pont i lavoratori tornano in strada. Dopo il lungo presidio dei dipendenti della Romi-Sandretto davanti allo stabilimento di via Marconi (conclusosi il mese di luglio con l'arrivo di nuovi proprietari) adesso a protestare sono gli ex dipendenti della Liri, altra importante industria pontese. Da venerdì mattina hanno allestito un presidio, con tenda da campeggio, bandiere e striscioni, nella centrale piazza Craveri. La loro intenzione è quella di rimanere in piazza ad oltranza per richiamare l'attenzione su di una situazione che di giorno in giorno pare diventare sempre più precaria e che riguarda 90 famiglie di Pont e di vari Comuni vicini. Eppure, la crisi della Liri srl, industria, in liquidazione, produttrice di laminati plastici con stabilimenti a Pont e a Nichelino, qui pareva essersi conclusa nell'agosto dello scorso anno con l'acquisizione del ramo d'azienda pontese da parte della Safon srl, società di cui il principale azionista è un imprenditore russo. La Safon si era impegnata ad assorbire 120 dei 140 dipendenti dello stabilimento di via Caviglione e ne aveva subito assunti 30, mentre per gli altri 90 era scattata la cassa integrazione,nell'attesa del loro rientro in fabbrica. A presidiare piazza Craveri sono, a turno, questi 90 lavoratori: chiedono chiarezza sul loro futuro e cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica, come hanno fatto ieri con i visitatori del Mercatino natalizio che ha animato la piazza durante tutta la giornata: «Siamo preoccupati – affermano – dalla fabbrica trapelano notizie poco buone, pare che gli stipendi vengano pagati in ritardo, che i fornitori bussino alle porte e che sia stata richiesta la cassa integrazione. Abbiamo chiesto spiegazioni, ma non abbiamo avuto risposte né dalla Safon, ne dal commissario della Liri. Se questa è la situazione, abbiamo poche speranze di riavere il nostro posto di lavoro». Il piano, concordato con i sindacati, presentato nell'estate 2012 dalla Safon prevede l'assunzione di altri 50 dipendenti Liri entro il 31 luglio 2014 e dei 40 restanti entro il 31 luglio 2015. All'inizio del 2013, l'amministratore delegato Luigi Castino aveva dichiarato di non poter assumere 20 lavoratori, di cui aveva bisogno per incrementare la produzione,a causa delle mancate agevolazioni promesse dalla Regione. La Safon, dunque, finora ha assorbito solo quei primi 30 ex dipendenti Liri,ma ha tempo fino alla prossima estate per rispettare l'accordo. Gli altri 90,però, temono di non venire più assunti e contano i giorni che mancano allo scadere della mobilità, a fine luglio 2014. Ornella De Paoli