Consorzio socio assistenziale Pronto il piano di salvataggio
CALUSO Anche il Consiglio nella seduta di giovedì con voto unanime si schiera a sostegno del Ciss-Ac, il consorzio socioassistenziale di Caluso impegnato da mesi in una campagna acquisti per scongiurare il rischio di uno scioglimento. Come è noto in base alla normativa regionale i consorzi socioassistenziali devono raggiungere i 40 mila abitanti, soglia obbligata per lo svolgimento in forma associata da parte dei comuni della funzione sociale. Approvando una modifica alla convenzione istitutiva, Caluso, come stanno facendo gli altri 17 centri del Basso canavese sotto l'ombrello del consorzio, consente il proseguimento della funzione. «La sospensione concessa dalla Regione - ha spiegato in consiglio l'assessore alle politiche sociali Umberto Verga - da al Ciss-ac il tempo tecnico sufficiente per consentire l'ingresso di alcuni comuni che hanno già manifestato l'intenzione di farlo, e che permetterà di superare quota 40 mila». Che significa la sopravvivenza. Comuni che il Ciss-Ac è andato però a ricercare nell'area del Ciss 38, non avendo trovato un appoggio da parte di quelli appartenenti al consorzio In.Rete di Ivrea. A far parte del Ciss-AC sarà un nuovo comune con 2500 abitanti (Verga non dice quale). L'unico ostacolo è dato dal fatto che occorre attendere l'esito delle elezioni amministrative di maggio in coincidenza di quelle europee. Dopo l'allarme lanciato dal presidente deElio Lepore che aveva minacciato di dimettersi, in caso di un mancato salvataggio, i sindaci dei 18 comuni riuniti nel consorzio si sono già incontrati per cercare una linea di azione comune.