Telis presenta domanda di concordato

IVREA Telis ha scelto la strada del concordato preventivo in bianco per scongiurare il rischio, sempre più concreto, di fallimento. L'azienda, 217 lavoratori di cui 150 in cassa integrazione, presenterà sotto l'egida del tribunale un piano di riorganizzazione per pagare i creditori. «È una strada rischiosa, ma garantisce che i soldi incassati dall'azienda non siano dispersi o mal utilizzati. Bloccando il debito pregresso, l'azienda potrà concentrarsi sulla ripresa produttiva», commenta Lino Malerba, Fiom. Sulla stessa linea Bruna Tomasi, Fim: «Almeno è stato fatto un passo avanti chiaro, anche se la situazione resta molto complessa». La notizia, che circolava da giorni, è stata confermata dai vertici aziendali venerdì mattina, all'indomani del burrascoso faccia a faccia tra l'assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto, in città per partecipare a un convegno, e i lavoratori di Scarmagno, che l'aspettavano ai cancelli di Confindustria. Lavoratori e sindacato aspettavano risposte dall'assessore da oltre un mese e mezzo. Porchietto, giovedì sera, non ha fatto mistero di credere poco alla strada del concordato. L'alternativa? «La Regione – ha dichiarato contrariato Franco Levis, delegato Uilm - si è detta disponibile a finanziare una cooperativa di lavoratori». Proposta liquidata dal sindacato come «improponibile». Piccata la replica di Porchietto: «Quando un'impresa sta per morire provo tutte le vie percorribili ma devo avere un interlocutore disponibile. Lavoratori e sindacati dovrebbero smettere di battersi solo per gli ammortizzatori sociali». Malerba non ci sta e punta il dito proprio contro la Regione che, a suo dire, avrebbe complicato una matassa già di per sé ingarbugliata. «La fusione dell'azienda, suggerita da Torino per consolidarne il bilancio nell'ottica di ottenere l'avvallo di Finpiemonte, poi rifiutato, ha provocato il ritardo nei pagamenti della cassa integrazione, regolari fino allo scorso settembre». Già, l'intoppo è sorto perché, con il cambio di sede legale da Torino a Roma, le pratiche sono passate all'ente previdenziale del Lazio e lì si sono bloccate, come ha ammesso la stessa Porchietto. Una boccata d'ossigeno per le casse dell'azienda dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, con una prima tranche dei rimborsi assicurativi e i pagamenti di fatture congelate proprio a causa della fusione. Un gran pasticcio comunque, secondo Levis: «Credo poco nella via scelta dall'azienda. Aspettiamo di vedere il piano industriale, anche se credo che, ora, debba essere il ministero al Lavoro ad intervenire». Giovedì 5 dicembre è previsto a Roma l'incontro tra azienda e sindacati. (pa.pri.) GUARDA LA FOTOGALLERY E IL VIDEO www.lasentinella.it