Effetto Serra, ecco il liquidatore
di Rita Cola wIVREA L'avvocato Giancarlo Guarini è il liquidatore della società Effetto Serra spa. E ha avuto un mandato particolare. Dovrà, infatti, esplorare con attenzione la possibilità di realizzare la proposta avanzata dal Comune di Ivrea all'assemblea dei soci per evitare di lasciare andare al proprio destino una porzione significativa dell'edificio progettato da Igino Cappai e Pietro Mainardis e costruito a partire dal 1967 per volontà di Roberto Olivetti. Un edificio particolare, La Serra. Prestigioso albergo e attrezzato centro congressi nel passato, è oggi un pezzo forte per la candidatura Unesco, ma è un pezzo con mille contraddizioni. Suddiviso in tre parti nel 2007 (piscina e palestra, le stanze trasformate in condominio e l'atrio con il centro congressi) Effetto Serra puntava a creare una piazza coperta come luogo di aggregazione e spazio pubblico. Le cose, in questi sei anni, sono andate diversamente. Nell'ultimo periodo, Aeg aveva elaborato un piano per rilanciare il centro culturale. Come? Acquisendo le quote di altri soci, dalla cooperativa Rosse Torri ad altri piccoli per arrivare al 51% e quindi avere il controllo. A quel punto avrebbero dovuto partire i lavori di ristrutturazione (indispensabili) per ridare vita e energia al centro. Per questo, Gianni Cimalando, numero due di Aeg coop, era diventato presidente di Effetto Serra. Ma qualcosa non ha funzionato. Cosa, in realtà, non l'ha capito bene nessuno. È certo che Aeg ha acquistato solo la metà delle quote di Rosse Torri e che i lavori, che dovevano cominciare nel luglio scorso, non sono mai iniziati. Di più. Il cda presieduto da Cimalando aveva dato le dimissioni in blocco facendo precipitare la situazione. Dall'estate, lo stallo e un contenzioso giudiziario per la storia delle quote mai acquisite formalmente nonostante un impegno scritto. E, vista l'impossibilità di nominare un nuovo cda, la strada del liquidatore è diventata l'unica praticabile. Ma, a questo punto, quella che, paradossalmente, consentirà ai promotori del progetto di sei anni fa di centrare l'obiettivo. ll primo presidente di Effetto Serra, già deputato Ds Giorgio Panattoni, aveva lanciato un appello sottoscritto, tra gli altri, anche dal vescovo emerito Luigi Bettazzi. In consiglio comunale è stata approvata lunedì sera una mozione presentata da Blasotta, Comotto e Tognoli. E, all'ultimo momento, il sindaco Carlo Della Pepa e l'assessore allo Sviluppo economico Enrico Capirone avevano inviato una lettera a Effetto Serra per formulare una proposta che andasse oltre al solo restauro, già promesso, della sala Cupola. La proposta del Comune punta a una riqualificazione dell'immobile attraverso la rimodulazione di un finanziamento già ottenuto e poi promuovere un bando pubblico per la gestione. A quel punto, la porzione dell'edificio diventerebbe uno spazio pubblico destinato a mille usi e potrebbe ad esempio essere la sede idonea per ospitare la sede del Maam oltre ad essere un vero centro congressi, con sale di varie dimensioni. Cosa, questa, che manca in città. Il Comune sarebbe disponibile, quindi, a investire 900 mila euro. Dovrebbe, però, diventare proprietario dell'edificio ma, per farlo secondo i termini di legge, non dovrebbe essere oneroso. Missione possibile? Chissà. L'edificio, al momento, è ancora gravato da un mutuo e, dalle stime della società Effetto Serra, l'operazione vale dai 450 ai 550mila euro. Se, da parte sua, Aeg potrebbe essere disponibile a cedere al Comune la sua quota, bisogna vedere quale sarà la posizione degli altri soci. Il compito del liquidatore Guarini non si annuncia facile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA