Il vescovo alla Casa di Carità

IVREA Gli allievi, gli insegnati ed i dirigenti della Casa della Carità Arti e Mestieri hanno ricevuto una visita particolare in una normale giornata di lezione. A visitare la sede è stato infatti il vescovo Edoardo Aldo Cerrato, accompagnato nelle aule dalla direttrice del centro di formazione professionale Elena Viretto, dal presidente della Fondazione Attilio Bondone e dal responsabile del programma della pastorale diocesana don Davide Smiderle. Il vescovo, che ha frequentato le scuole dei Fratelli Cristiani, ha confermato di conoscere molto bene il clima che anima l'attività della Casa della Carità anche raccontando ai presenti alcuni aneddoti della sua vita. Gli allievi dei corsi hanno fatto una serie di domande a monsignor Cerrato, che ha dato loro alcune spiegazioni relative ai simboli episcopali: dall'anello alla croce pettorale, dallo zucchetto al pastorale. Le arti e i mestieri che vengono oggi insegnate ad Ivrea sono la contabilità, con il corso triennale di operatore amministrativo segretariale; l'acconciatura, con il corso annuale per diventare parrucchieri. Monsignor Cerrato si è amabilmente intrattenuto ed ha scherzato con i giovani. «Il vescovo - spiegano dall'istituto - ha offerto ai ragazzi alcuni spunti di riflessione legati al percorso che si aspettano di compiere, ed anche un momento di semplice ritrovo e scambio di idee, tra il mondo religioso ed i giovani, credenti e non. Un confronto nel quale persino l'essere di un'altra religione non sembra rappresentare un ostacolo. Un momento, quello con monsignor Cerrato, in grado di arricchire nella sua semplicità e di stupire per efficacia, come un tassello all'interno di quell'ambizioso progetto di scuola che è palestra di vita, luogo di crescita e casa per i giovani». La visita del vescovo alla Casa della Carità si inserisce nel solco della missione episcopale di monsignor Cerrato: il principio della carità cristiana, che non si assolve solo facendo l'elemosina ma che coinvolge l'altro, riguarda il rapporto con il mondo che ci circonda, nell'ottica di un aiuto reciproco e dell'apertura verso il prossimo, verso gli uomini di tutte le generazioni. Sandro Ronchetti ©RIPRODUZIONE RISERVATA