«ENERGIA PULITA? DA SOLA NON BASTA»

di GIORGIO CARLINI «Assistiamo a una forte flessione della domanda energetica per via della crisi economica: diminuiscono i consumi dell'industria e dei trasporti, calano i consumi delle famiglie. Ma questo non cancella il fatto che l'Italia ha ancora una forte dipendenza dalle importazioni di gas. Vogliamo garantirci un po' di autonomia? Resta il bisogno di nuove infrastrutture». A dirlo è il professor Davide Tabarelli, docente universitario a Bologna e presidente della società di ricerca Nomisma Energia: «Ovvio che l'esigenza – aggiunge – si sentisse in modo più pressante quando la domanda era più elevata, rimane però alto il fabbisogno di gas (sui 75 miliardi di metri cubi l'anno), e questo ci dice che non possiamo più tardare con i programmi per darsi adeguate strutture. Anche perché la ripresa economica deve trovarci pronti: appena si riprenderà a fare industria avremo un maggiore bisogno di gas». Pensa che sia realistico immaginarsi un futuro senza fonti energetiche fossili? «Lo dico senza tanti infingimenti: da sole le fonti rinnovabili non bastano. Lo dico anche se so bene che nel nostro Paese abbiamo visto negli ultimi anni un grande balzo del fotovoltaico. Guardiamo però i numeri: nella produzione di energia elettrica non rappresenta che l'8 per cento del totale. Altri tre punti percentuali provengono dal settore eolico». Per ora, ma è un settore in crescita. «Immaginiamo di poter puntare al 30% con queste due fonti in fatto di produzione elettrica. Non dimentichiamoci che l'Italia è uno fra i principali produttori di energia da fotovoltaico: il 20% lo produciamo noi, invece i consumi sono all'uno per cento del complessivo. Non mi sembra vi siano dubbi: senza le fonti tradizionali non si va da nessuna parte. Il gas sarà indispensabile nella produzione di elettricità, nel riscaldamento, nell'industria e nei trasporti. Lo sarà anche per ridurre il problema dell'inquinamento, facendo scendere la domanda di petrolio: altrimenti non potrà che spingere verso l'alto i prezzi del carburante». Cosa ne pensa dei rigassificatori? «Non solo vedo di buon occhio questo genere di infrastrutture ma aggiungo che a mio parere sarebbe necessario aumentarne il numero». Anche se la domanda è calata? «Non mi riferisco tanto alle oscillazioni della domanda. Penso però che, guardando all'orizzonte, per un paese che voglia essere moderno sia urgente investire in infrastrutture che garantiscono l'approvvigionamento di energia sia alle famiglie sia alle realtà economiche. È la nostra dipendenza dall'estero nel settore energetico a esser la radice che porta in Italia a un costo dell'energia così elevato. Vogliamo augurarci di pagare una bolletta meno salata per approvvigionarsene? Serve allora maggiore indipendenza del mercato del gas dai prezzi del petrolio, e aumentarne l'offerta. Ma questo è concretamente possibile solo se ci sono più infrastrutture». ©RIPRODUZIONE RISERVATA