«ORMAI SIAMO GIÀ NEL FUTURO»

La tecnologia c'è ma da sola non basta. Per mettere in strada l'auto che si guida da sola ci sono ancora diverse questioni normative e di sicurezza da risolvere. A cominciare dalle autorizzazioni alla guida già avviate negli Usa (il Nevada dove Google prova le sue auto oltre che in California, ha legiferato sulle "driverless" nel 2011) e ancora in fase di studio in Europa. Un primo segnale positivo è arrivato dalla Germania dove la Bosch sta attualmente collaudando la guida automatizzata con la benedizione dell'ente di certificazione tedesco Tüv Sud, specializzato in tutto ciò che attiene il mondo dell'automobile, proprio sotto il profilo della normativa e della sicurezza. «Nelle mostre dimostrazioni – dice Erik Gola, ingegnere della Bosch che sta seguendo i primi test su strada – abbiamo avuto pochissimi problemi tecnici in quanto sono già funzionanti i sistemi che ci permettono di guidare in autonomia quasi totale. Manca la fiducia in questi sistemi da parte degli enti preposti alla sicurezza. L'obiettivo rimane quello di guidare al 100 per cento in autonomia. Per arrivarci servono tanti passaggi ma tanta tecnologia esiste già. Già oggi usiamo i radar, i parking automatici, tutti sistemi che ci porteranno verso la guida automatica. Per ora limitiamo l'autonomia solo in alcuni casi. Per esempio alla frenata. Ma il prossimo step sarà la possibilità per l'auto di leggere la strada. Da risolvere, invece, ci sono ancora problemi legati alle regole». Ci faccia un esempio. «La legislazione oggi non permette interventi totalmente autonomi a velocità sostenute. In seguito dovrà adattarsi. Così come noi come produttori e fornitori di questa tecnologia dovremo arrivare a escludere qualsiasi errore in ogni condizione di guida». Che difficoltà avete incontrato nei vostri test? «Sull'autostrada è tutto più semplice. Il problema sorge in città dove la velocità è più bassa ma gli interventi sono continui e improvvisi. Quindi, bisognerà creare un elenco di regole su come reagire in certi casi». E quando sarà possibile? «Non prima del 2020. Nel 2016 arriverà un nuovo protocollo sulle regole di protezione del pedone di cui queste auto dovranno tenere conto. Nel frattempo bisognerà dotare anche le strade di appositi sensori. Insomma, creare un'infrastruttura che dialoghi con l'auto». E con le assicurazioni come la mettiamo? «Ci saranno sicuramente molti vantaggi con auto intelligenti e automatizzate. E comunque in caso di incidente dipenderà tutto dalla scatola nera, l'unica in grado di ricostruire la situazione. Proprio come negli aerei». Valerio Berruti ©RIPRODUZIONE RISERVATA