Il Pd si divide sul pirogassificatore

di Vincenzo Iorio wIVREA Il Pd si divide sulla questione del pirogassificatore, l'impianto sperimentale che la società Comimet sta realizzando a Borgofranco per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi di natura industriale e agricola. Dopo settimane di discussione, il circolo di Ivrea ha presentato una mozione che verrà discussa in consiglio comunale lunedì prossimo. Nel documento si esprime profonda preoccupazione per le ripercussioni negative sul territorio, ma non si bocciano a priori questo tipo di impianti. Cosa che potrebbe però accadere nelle prossime settimane, considerato che parte del direttivo mal sopporta la mediazione raggiunta. Una posizione troppo blanda e ambigua, secondo i comitati che da mesi si battono contro l'apertura del pirogassificatore. Alcuni sindaci del territorio, iscritti al Pd, hanno già dichiarato da tempo la loro netta contrarietà a tutti i metodi di trattamento dei rifiuti che, come dimostrato su base scientifica, comportano l'emissione di inquinanti e aggravano le condizioni di qualità dell'aria. Contrari al pirogassificatore di Borgofranco anche il circolo del Pd Dora Baltea e il comitato renziano Canavese Big Bang. In consiglio comunale sono state già depositate le mozioni del M5s e di ViviamoIvrea. La prima fa riferimento al comitato NoPiro, la seconda a quella già approvata in alcuni Consigli come Quincinetto e Settimo Vittone. Entrambe bocciano, senza se e senza ma, la soluzione degli incenerimento e della pirogassificazione dei rifiuti. «Quelle mozioni non possiamo approvarle - spiega Dimitri Buracco, neo segretario del circolo Pd di Ivrea - perché non siamo contrari a priori al trattamento a caldo dei rifiuti. Detto questo, l'impianto di Borgofranco non ci convince e ci preoccupa per le ripercussioni negative sul territorio dal punto di vista ambientale, sanitario e turistico. Questa operazione, inoltre, è in contraddizione con i progetti di valorizzazione e promozione turistica del territorio». L'auspicio del Pd è che l'iter autorizzativo della Provincia si interrompa, nella consapevolezza che per impianti di piccole dimensioni, come quello in via di realizzazione, la legge non prevede livelli di controllo stringenti assimilabili a quelli per impianti di maggiori, e il coinvolgimento delle istituzioni locali nei processi autorizzativi. Nella mozione del Pd, viene chiesto al sindaco di istituire sul territorio un centro permanente di controllo sulla qualità dell'aria, di perseguire una politica di pianificazione complessiva della gestione dei rifiuti e di chiedere alla società Comimet garanzie fideiussorie di tipo assoluto a tutela di possibili danni ambientali correlati alla natura sperimentale dell'impianto. Intanto, l'attuale posizione del circolo di Ivrea viene superata da alcuni sindaci dell'Eporesiese iscritti al partito. Come Ellade Peller (Nomaglio) che ha approvato la stessa mozione di Settimo Vittone proprio ieri sera. «Il nostro "no" non è di certo ideologico - spiega Peller -. In questi mesi abbiamo approfondito la questione e non abbiamo dubbi che questo impianto è nocivo per a salute dei cittadini e per lo sviluppo agricolo e turistico del nostro territorio». Sulla stessa linea Giulio Roffino. «Andrate approverà la mozione la prossima settimana. Questo impianto non solo non ci convince, ma è incompatibile con tutto il lavoro fatto in questi anni per lo sviluppo dei nostri Comuni». Contro il pirogassificatore anche il comitato renziano Big Bang Canavese. «Non possiamo non tener contro del parere della popolazione e dei sindaci del territorio - spiega Matteo Fanciuli -. Bruciare i rifiuti produce polveri sottili e la tutela della salute pubblica viene prima di ogni altra cosa. Il nostro "no" è chiaro, ma non ci limitiamo a questo. Proponiamo di investire su un progetto rifiuti zero insieme alla Scs. Prendiamo ad esempio un Comune di 46mila abitanti come Capannori, in Toscana, dove in pochi anni la raccolta differenziata ha superato il 90%. Un impianto che brucia i rifiuti nell'Eporediese è una contraddizione in termini, un macigno contro lo sviluppo».