I ladri ancora alla Edilart Rubate sette stufe a pellet
CALUSO Non si placa l'ondata di furti e di truffe nel calusiese. In questi giorni il bollettino registra un colpo alla ditta Edilart nella frazione Carolina e dei tentativi di raggiro da parte di sedicenti volontari della delegazione di Caluso della Lilt, (Lega italiana lotta ai tumori) che hanno finto una raccolta fondi da destinare all'associazione. Ma andiamo con ordine. Dopo quelli messi a segno e tentati nei giorni scorsi, a svegliarsi con una brutta sorpresa nella mattinata di sabato scorso è stato l'imprenditore Aldo Lammardo, titolare della Edilart, azienda specializzata in lavori di ristrutturazione, con un nuovo settore dedicato alle stufe a pellet, che si affaccia sulla strada statale 26. «Dopo aver forzato il cancello d'ingresso della ditta – racconta Aldo Lammardo – i ladri si sono diretti subito verso il settore delle stufe. Qui hanno completamente svuotato il camion su cui erano sistemate sette nuove stufe a pellet, pronte per un'esposizione. Un danno da 25mila euro. Servendosi di un carrello, devono averle caricate su un altro mezzo per poi fuggire indisturbati. In quel punto della mia azienda non ho ancora sistemato le telecamere di videosorveglianza. E con ogni probabilità i ladri lo sapevano». Dopo la scoperta del furto Lammardo ha chiamato i carabinieri della stazione di Caluso, che hanno effettuato i primi rilievi delle tracce inequivocabili lasciate sul terreno dai malviventi. È la seconda volta nel giro di pochi mesi che la Edilart subisce un furto. «Lo scorso giungo mi avevano rubato diversi materiali per l'edilizia e taniche di gasolio. Anche in quel caso il danno era stato ingente» - conclude molto rabbuiato l'imprenditore. A scoprire i tentativi di raggiro in paese è stata invece Rita Bario, presidente delle delegazione di Caluso della Lilt. I truffatori sono tornati all'attacco: – dice Bario – alcuni soci mi hanno raccontato di aver ricevuto delle telefonate con una richiesta di denaro per contribuire alla sistemazione della nostra sede che si trova al terzo piano di palazzo Valperga. Al telefono il truffatore spiegava il motivo della richiesta per poi fissare un appuntamento e ritirare l'offerta. Ovviamente è tutto falso. Noi non chiediamo soldi. Chi vuole tesserarsi lo fa solo ed esclusivamente nella sede. E tantomeno nessuno di noi si reca nelle case per raccolte di fondi. Invito quindi a denunciare questi casi in modo che le forze dell'ordine possano scoprire gli autori. Era già successo l'anno scorso - ricorda Bario - quando qualcuno aveva chiesto dei soldi per visite specialistiche a nome della Lilt. Ed in un paio di casi il trucco aveva funzionato». L'avvertenza quindi è di non aprite la porta a persone che si presentano come delegati della Lilt, e poi di avvisare subito i carabinieri o i vigili urbani. Lydia Massia