Air France, rottura con Alitalia
di Andrea Di Stefano wMILANO Dopo il cda notturno, ieri si è consumata la rottura con Air France-Klm. «Anche se il nuovo piano presentato da Alitalia va nella buona direzione e riceve il pieno sostegno di Air France-Klm, le indispensabili misure di ristrutturazione finanziaria non sono ancora presenti» e «Air France-Klm non sottoscriverà l'aumento di capitale». La compagnia francese, tuttavia, si legge nella nota, «conferma il suo impegno a restare un partner leale e serio di Alitalia nella continuità della partnership industriale attualmente in vigore. Il gruppo continuerà ad appoggiarsi sugli eccellenti risultati di Alitalia per quanto riguarda la performance operativa, la qualità del servizio e il controllo dei costi». Questa partnership, iniziata nel 2009 per una durata di 8 anni, «rappresenta numerose opportunità per le due aziende». Dopo l'aumento di capitale Air France-Klm «ha intenzione di convertire le obbligazioni convertibili. Questa operazione consentirà di migliorare i mezzi propri di Alitalia mantenendo nello stesso tempo legami stretti con la partecipazione di Air France al capitale di Alitalia». Immediata la replica del ministro delle infrastrutture: «Prendiamo atto del no di Air France all'aumento di capitale di Alitalia», ha dichiarato Maurizio Lupi (che ora attende le mosse di Poste pronta a sottoscrivere l'aumento. «Ora sarà possibile effettivamente, per la società innanzitutto e il governo, avviare la ricerca di un altro vettore internazionale interessato». «Apprendiamo anche - aggiunge - della volontà francese di continuare la collaborazione con la compagnia italiana, e questa è una decisione che apprezziamo. «Ci sono compagnie aeree straniere molto interessate ad Alitalia», anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, rassicura sulle future alleanze. Secondo Bazoli «il problema di Alitalia è complesso. Ci sono aspetti che riguardano la ristrutturazione generale, come la ristrutturazione del debito, ma il problema principale è quello della scelta del partner. Questo -sottolinea- è fondamentale, perché Alitalia da sola tutti concordi non può stare». Un incontro immediato è stato chiesto dal segretario della Cgil Susanna Camusso sostenendo che «non è pensabile» che la crisi del vettore ricada sui lavoratori che secondo l'ultimo piano potrebbero ridursi di 2mila unità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA