Tenta di uccidersi, è salvato in tempo

di Mauro Michelotti wCASTELLAMONTE Voleva farla finita. Ha atteso che la compagna uscisse di casa per delle commissioni e ha messo in atto il gesto estremo. Ma lei è rientrata prima del previsto e non vedendolo nell'alloggio, quasi per un terribile presentimento l'ha cercato in garage. E qui l'ha trovato. Giusto in tempo. Ha lanciato un urlo richiamando l'attenzione dei vicini che sono corsi. Mentre un paio lo tenevano, un altro recideva la corda con la quale voleva impiccarsi. Soccorso, e con l'elicottero del 118 trasportato al Cto di Torino, se l'è cavata. Saranno sufficienti alcuni giorni per guarire dalle ferite che comunque si è procurato. Per quelle dell'anima, probabilmente, ci verrà ben altro che un passaggio rapido in ospedale. E forse non basterà neppure una robusta terapia psicologica di supporto. È accaduto mercoledì, tra l'ora di pranzo e il primo pomeriggio, in un paese del castellamontese. Lui, un quarantenne, ha lavorato in Asa fino al passaggio del servizio raccolta rifiuti dall'azienda di strada del Ghiaro alla Teknoservice di Piossasco. In questo, è stato fortunato, perchè è uno dei lavoratori che sono stati riassorbiti. Meno bene, invece, è andata alla sua compagna, rimasta senza occupazione. Proprio i questi giorni, gli ex dipendenti Asa sono stati a ritirare le ultime spettanze relative ai 15 giorni di ottobre pagate dalla procedura. C'è chi si è messo in tasca qualche centinaio di euro, alcuni meno e per qualcuno, la busta paga è stata equivalente a zero. Che cosa sia scattato nella mente di questo ex lavoratore dell'Azienda servizi non è dato sapere. I colleghi parlano di una persona solare, apparentemente tranquilla, una vita normale che le vicende Asa hanno comunque reso più complicata. Chi gli è più vicino e forse ha raccolto delle confidenze intime avanza l'ipotesi di difficoltà a far fronte ad onerosi mutui contratti, soprattutto se in famiglia viene a mancare uno stipendio. Ma può esserci dell'altro, anzi, probabilmente è così. Sta di fatto che chi ha visto nella mattinata il quarantenne non l'ha trovato diverso dal solito, non ha captato segni di malessere particolari, lo ha salutato come sempre con l'impegno di rivedersi il giorno dopo. Che cos'abbia scatenato la decisione di chiudere con la vita è un interrogativo che solo lui stesso potrà chiarire, una volta ristabilitosi. Certo, il destino ha voluto che non si compiesse ciò che voleva mettere in atto regalandogli un'altra opportunità. Starà a lui capire e decidere come coglierla. Intanto, gli ex colleghi di Asa sono choccati. Manifestazioni di ordinaria disperazione ce ne sono tutti i giorni. Chi è più debole è anche più a rischio. Si fa fatica.(ha collaborato d.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA