I montanaresi vincono il primo round
MONTANARO Un centinaio di montanaresi poco disposti ad ascoltare passivamente senza facoltà di replica hanno assistito alla seduta della commissione consiliare sull'ambiente riunitasi martedì scorso. Hanno riempito la sala consiliare e metaforicamente assediato la commissione stessa, riuscendo ad ottenere se non altro la data per l'incontro richiesto da tempo dai comitati ambientalisti all'amministrazione. Il 28 novembre alle 20.30 si terrà così un'assemblea pubblica per discutere dei problemi del paese e nello specifico dell'alternativa tra la realizzazione del quarto lotto dello scolmatore e il bacino di laminazione Bacino azzurro, che era anche uno dei punti in discussione. Le minoranze avrebbero voluto che la riunione di martedì vedesse la partecipazione dei rispettivi progettisti, Gian Piero Enrione e Giovanni Ponchia ma il presidente del Consiglio Luigi Giudici ha deciso di attenersi al regolamento e di non aprire la seduta ad esterni. I cittadini e lo stesso Ponchia, comunque presente, hanno avuto modo di intervenire sporadicamente qua e là, di esprimere la propria opinione, di applaudire e di scoppiare, in qualche caso, in risate. I presenti chiedevano delle risposte e dei chiarimenti in merito alla decisione dell'amministrazione di portare avanti il progetto del quarto lotto dello scolmatore e archiviare invece l'idea progettuale del bacino scolmatore. Entrambi i progetti hanno come obiettivo mettere in sicurezza Montanaro dalle alluvioni, ma il secondo avrebbe anche il positivo effetto di utilizzare le cave di Regione Ronchi e di allontanare così, una volta per tutte il rischio chi diventino sede per simil discariche come Km verde (centro di raccolta di rifiuti non pericolosi), bocciato dalla Provincia ma molto probabilmente in fase di riprogettazione dalla Waste Italia. Il sindaco Marco Frola ha ricordato che non portare avanti il progetto dello scolmatore avrebbe fatto perdere i finanziamenti già stanziati; l'assessore Giorgio Mancin, che pure non disdegna l'idea del Bacino azzurro, ha svelato come ad agosto in conferenza dei servizi la Regione avesse imposto all'amministrazione, se intenzionata a valutare entrambi i progetti, di produrre a proprie spese i due esecutivi entro metà settembre. Tempi e condizioni che il Comune non era in grado di rispettare. Il colpo di scena è stata poi la presentazione a cura della consigliera di Ripartiamo da Montanaro Gianrenza Piana di un'attestazione di fattibilità del progetto Bacino azzurro realizzata da tre professionisti. Adesso l'amministrazione lo valuterà. Su tutto è pesato il silenzio dell'assessore all'ambiente Antonino Careri che, pare per un impegno, ha lasciato l'aula dopo mezz'ora di riunione, incamerando le critiche della popolazione: «Ma come? Ci avevate detto che la commissione era spostata di una settimana perché Careri mercoledì scorso aveva un impegno e adesso se ne è andato?», ha chiesto Eugenio Borra di Restiamo Sani. Dal pubblico sono state richieste le sue dimissioni. Silvia Alberto