Union Valdôtaine guarda al futuro con Ennio Pastoret

PONT-SAINT-MARTIN L'Union Valdôtaine guarda alle prossime sfide guidata dal neo eletto presidente Ennio Pastoret, unico candidato alla successione di Ego Perron. L'investitura è avvenuta per acclamazione nel corso del congresso Uv di sabato scorso a Pont-Saint-Martin. «Tra le mie priorità - ha detto nel suo discorso - lavorerò dando grande attenzione al territorio e all'organizzazione delle sezioni. In vista delle elezioni europee cercheremo di ampliare le alleanze con un percorso chiaro e condiviso con la base». Su questo punto il presidente della Regione, Augusto Rollandin ha lanciato un chiaro segnale alle forze di opposizione: «L'Europa deve essere attenta alle piccole realtà di montagna, ai suoi trasporti, alle sue esigenze. Ecco perché ritengo importante lavorare ad una coalizione unica tra forze politiche in accordo con i temi che la Valle può proporre all'Europa. L'Union Valdôtaine è un movimento strutturato che può lavorare con tutte le altre forze e non vuole chiudersi in se stessa». Nel suo intervento Pastoret ha poi annunciato di non essere intenzionato a ricevere lo stipendio da presidente previsto dallo Statuto del movimento: «Prenderò un rimborso secondo le possibilità finanziarie del movimento» ha detto tra gli applausi. Presenti al congresso anche i rappresentanti di tutte le forze politiche che siedono in consiglio regionale. Occhi puntati sull'intervento di Stefano Ferrero, del Movimento 5 stelle , che in questi primi mesi di legislatura non ha risparmiato dure critiche all'esecutivo. «Voglio cancellare la malfidenza che intercorre tra i nostri due movimenti, perché non c'è nessun pregiudizio. La nostra è un'opposizione critica rispetto ad un modo di fare politica e nei confronti di un rinnovamento che non c'è» ha detto Ferrero. Poi l'appello al dialogo: «Ora che non ci sono i soldi la guerra che dovete combattere si fa con le idee. Il futuro della Valle dipenderà dalle vostre scelte». Duro l'intervento di Raimondo Donzel, del Pd: «Gli errori nazionali – ha spiegato il segretario regionale del Pd - si sono ripetuti pesantemente sul territorio regionale. Il Pd è sempre stato federalista e regionalista e ha sempre valorizzato la difesa dell'autonomia e le politiche della montagna, cosa che farà sempre senza esitazione e senza chiedere niente in cambio perché non si barattano mai i valori». Dal presidente di Alpe, Piero Floris, non sono mancare aperture al dialogo: «La linea dev'essere la ricerca di un'autonomia aperta in un momento nel quale la crisi economica ha reso il vostro modello politico inutilizzabile, come una Germania dell'Est quando è caduto il muro di Berlino». Attesa per le parole della presidente dell'Uvp, Alessia Favre, il movimento nato da una scissione interna all'Uv: «Non è facile parlare qui – ha detto Alessia Favre – davanti a molti coi quali è stato condiviso un percorso. È importante ora per gli autonomisti ridare dignità ai valdostani. La politica deve tornare ad occuparsi dei problemi della gente perché il nemico è la politica immobile, chiusa nelle stanze di comando, che non trova soluzioni». (a.a.)