Agitazione tra i licenziati Asa: «Senza soldi e prospettive»

CASTELLAMONTE Resta incertissimo il futuro degli 88 ex dipendenti di Asa Servizi e Asa Energie che il 14 ottobre scorso hanno ricevuto, tramite lettera raccomandata (un comunicato di quattro righe a firma del commissario Stefano Ambrosini) la notizia della cessazione dell'attività dell'azienda ed il loro licenziamento. Dopo le tante battaglie per la difesa (inutile) del posto di lavoro e le rassicurazioni, comunque fosse andata, sull'impegno da parte delle istituzioni per la messa in atto di tutti gli strumenti possibili per evitare di trovarsi, tra non molto, con un esercito di disoccupati permanenti, c'è nei lavoratori stessi la sensazione che dalle tante parole spese si fatichi ad arrivare a fatti concreti. «Chiediamo ai sindacati federali ed agli enti locali, provinciali e regionali, di non dimenticarsi di noi - osservano gli ex rappresentanti sindacali aziendali della Uil Roberto Falletti e Giovanni Scaringella - . L'unico che ci è stato davvero vicino è il presidente dell'Ato-R, Paolo Foietta. Siamo saliti sul tetto dell'azienda, abbiamo presidiato una diga, siamo andati a Roma dal Papa, ma è servito a ben poco. Vorremmo, pertanto, trovare al più presto una guida che ci indichi un percorso sicuro per salvaguardare il patrimonio umano non solo dei dipendenti Asa passati alla Teknoservice di Piossasco ed all'Eurotec di Saluzzo ma, soprattutto, di quegli 88 lavoratori, molti dei quali padri e madri di famiglia, espulsi da un'azienda che per oltre 25 anni è stata pubblica». Al momento, i dipendenti in esubero (salvo una decina avviati al pensionamento) sono stati inseriti nella lista di disoccupazione dell'Aspi per un periodo di otto mesi. Nei primi sei riceveranno il 75% dello stipendio, nei restanti due solamente il 40%, poi più nulla. Uno spiraglio per loro potrebbe arrivare lunedì prossimo, 11 novembre, dall'incontro che si terrà alle 15 presso il Centro per l'impiego della Provincia di Torino, in via Bologna 153, dove si parlerà del percorso di riqualificazione. " «Per ora – aggiungono Falletti e Scaringella – , siamo in attesa di ricevere lo stipendio dei 14 giorni di lavoro di ottobre e quello della cassa integrazione in deroga maturata nei mesi di luglio, agosto e settembre. Pare che il commissario Ambrosini non abbia ancora inviato in Regione la rendicontazione delle ore effettuate». Falletti e Scaringella chiedono, tra l'altro, la restituzione della polizza assicurativa dei dipendenti, delle quote sindacali, del tfr (trattamento di fine rapporto) lasciato in azienda. «Nonostante i versamenti – sostengono, ancora, i due ex rappresentanti sindacali - molti di noi sono stati segnalati all'agenzia Crif come cattivi pagatori». Dario Ruffatto