Poche cose, ma sopra la media Promosso l'ospedale di Ivrea
di Rita Cola w IVREA Specialità di base ben fatte. Quasi sempre sopra la media. Il Piano nazionale esiti di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, promuove le strutture piemontesi. E, spulciando i dati inviati nelle scorse settimane dalla Regione a tutti i direttori generali e sanitari dell'Asl o rielaborati statisticamente da vari siti, che li hanno comparati con altri studi, emerge come all'ospedale di Ivrea, quasi tutte le patologie curate lo siano con parametri giudicati sopra la media. Per gli studi sono stati presi in considerazione gli esiti relativi alle malattie che, con frequenza elevata, determinano ricoveri in ospedale e necessitano di assistenza territoriale successiva al ricovero. Dall'esame della Regione sono esclusi i tumori, compresi, invece, in altri studi. I risultati elaborati hanno l'obiettivo - e su questo Agenas è molto chiara - di migliorare i processi organizzativi e assistenziali e non sono una pagella per dare i voti alle strutture. Come tutte le statistiche, infatti, hanno dei limiti che non tengono conto del tipo di popolazione e delle specificità dei territori. Limiti denunciati dagli stessi specialisti che, in più occasioni (l'ultima al congresso della società italiana di Chirurgia a Torino) hanno spiegato come per compiere una vera valutazione di merito su qualità e sicurezza di cure prestate sarebbe necessario esaminare tutti, ma proprio tutti, i dati contenuti nelle cartelle cliniche dei pazienti. Esame, questo, tutt'altro che facile, considerato quanto il sistema di raccolta sia frammentato. Dai dati, però, alcuni elementi interessanti emergono. Ed emerge un discreto livello complessivo delle strutture sanitarie dell'Asl/To4 con riferimento a diversi indicatori decisamente sopra la media per quanto riguarda l'ospedale di Ivrea. Il primato regionale riguarda la frattura del collo del femore. Nell'81,7% dei casi l'intervento chirurgico avviene entro due giorni. E, in Piemonte, praticamente solo l'ospedale di Ivrea è sopra la soglia attesa dell'80%. Il più prossimo, per dire, è il Cto di Torino, con il 71,4. A Ivrea, comunque, i tempi di attesa di quel tipo di intervento chirurgico è di tre giorni. Sopra la media, l'ospedale di Ivrea, lo è anche per quanto riguarda la cura dell'ictus, dove sono analizzate la mortalità a trenta giorni e la necessità di un nuovo ricovero entro lo stesso tempo. Stessi parametri anche per quanto riguarda la cura dello scompenso cardiaco. Sugli interventi chirurgici per l'asportazione della colecisti, buona la performance della chirurgia Ivrea-Cuorgnè. Lodovico Rosato, direttore della Chirurgia Ivrea-Cuorgnè, sottolinea come questi parametri positivi siano indice anche di una buona (e soprattutto flessibile) organizzazione. Ivrea è considerata ottima struttura anche per quanto riguarda la chirurgia legata ai tumori al seno. Non a caso, da un anno è sede della Breast unit dell'Asl/To4, équipe multidisciplinare che affronta a trecentosessanta gradi la cura del tumore al seno. Ottimi risultati anche dell'ospedale di Ciriè per quanto riguarda la cura dell'infarto con angioplastica. E sopra la media, per quanto riguarda le bronchiti croniche, è l'ospedale di Lanzo. Nel commentare globalmente i dati nel corso di una conferenza stampa, l'assessore regionale Ugo Cavallera attribuisce i buoni risultati agli effetti della riforma sulla sanità: «Siamo impegnati nella sfida dei programmi operativi e per ciascun settore abbiamo definitio quello che abbiamo in animo di fare. Mi auguro che sia considerato lo sforzo profuso in una situazione difficile, determinata da condizioni pregresse che i tavoli ministeriali non hanno poturo fare altro che certificare. Anzi: occorre apprezzare lo sforzo di tutte le componenti volto a concentrare le risorse per garantire un efficace servizio ai cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA