Pd, caos tessere oggi in segreteria

di Nicola Corda wROMA «I casi veramente gravi sono al massimo sette, la macchina del congresso non si ferma». Questa mattina il segretario del Pd Guglielmo Epifani farà un bilancio della prima fase congressuale. Il candidato Gianni Cuperlo però insiste: «L'aumento delle iscrizioni al partito in alcuni casi è preoccupante e non è giustificabile, rinnovo la richiesta di fermare il tesseramento almeno il 7 novembre». Le contestazioni e le richieste di azzeramento in alcune località sulla base di irregolarità segnalate da alcuni comitati, però non preoccupano troppo i vertici del partito. Questa mattina la riunione della segreteria farà comunque il punto: probabilmente sarà fatta una riflessione su ciò che ha scatenato il caos, cioè la regola che consente le iscrizioni fino all'ultimo giorno delle primarie, ma l'istruttoria delle anomalie per ora resta nelle mani della commissione congresso che si è riunita ieri ed è in attesa delle relazioni degli organismi di garanzia territoriali. Epifani con il responsabile organizzazione Zoggia, stamani potranno così snocciolare le cifre ufficiali dei congressi di circolo e provinciali chiusi ieri con gli ultimi ballottaggi. Sarà l'occasione per frenare la guerra di dati che i comitati dei due candidati dai per favoriti, Cuperlo e Renzi, hanno ingaggiato fino a ieri, rivendicando entrambi la maggioranza dei segretari locali. Per i dirigenti del partito un occhio al congresso e uno ancora più attento al governo. Oggi il premier Letta incontrerà i gruppi parlamentari a pochi giorni dall'inizio delle votazioni per la legge di stabilità. Si tratta di quasi due mesi di fuoco incrociato tra Senato e Camera, con il passaggio alla fine del mese della decadenza di Berlusconi. Percorso a ostacoli e la corsa per la segreteria del partito concomitante, non contribuirà a tenere le acque tranquille. La tregua assicurata da Renzi non basta. Ieri hanno fatto rumore e messo in allarme Palazzo Chigi le dichiarazioni di Bersani affidate al libro di Bruno Vespa. «Il Paese ha bisogno di ritrovare la fiducia - dice l'ex segretario - i governi di necessità affrontano l'emergenza ma non sono adatti ad assolvere tale compito». Poi cerca di spiegare che si tratta di un governo necessario e «anche Letta lo considera di transizione» ma se ritratta la critica, di sicuro non dà una mano al timoniere. «Io voto perché» è la frase non conclusa che campeggia nella campagna di comunicazione ideata per le primarie che si terranno l'8 dicembre. «Vogliamo diventi un giorno di festa della democrazia» ha detto Antonio Funiciello presentando l'iniziativa nata promuovere il voto e la partecipazione di iscritti ed elettori che fin dai prossimi giorni sarà visibile con manifesti e fascioni nelle città italiane. Con un costo di soli 250 mila euro rientra anche la campagna su internet e radio mentre è assente dalla pianificazione la televisione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA