Belmonte, ultimatum dall'Unesco
VALPERGA La riserva naturale speciale del Sacro monte di Belmonte rischia di essere cancellata dall'elenco dei siti proclamati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Ad ormai quasi sette mesi dal violento incendio di origine dolosa che a metà aprile ha devastato il versante sud-est della collina sovrastata dal santuario mariano, da secoli insostituibile punto di riferimento devozionale delle genti del Canavese, l'ambiente ed il territorio si presentano ancora profondamente feriti. L'Ufficio Unesco del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali di Roma ha scritto una lettera di attenzione in merito ai fatti accaduti ed il sito è stato inserito nella "black list" come area che deve essere salvaguardata. L'iscrizione della riserva del Sacro monte di Belmonte nella lista nera espone l'area protetta al rischio di essere esclusa dai luoghi considerati patrimonio dell'umanità, come detto, e, con esso, anche agli altri Sacri monti del Piemonte. La delicata, quanto pressante necessità di intervenire per ripristinare l'habitat naturale, approderà ora sui banchi del Consiglio regionale. A metà ottobre, a lanciare un grido d'allarme sull'aspetto ormai spettrale che ha assunto dopo il rogo un luogo di incomparabile bellezza (dove sta ora ricrescendo un sottobosco costellato da una moltitudine di tronchi ed arbusti secchi ed anneriti, mentre i massi di granito disgregati dagli elementi non più trattenuti dalle ceppaie rotolano a valle innestando piccoli movimenti franosi) era stato Piero Vacca Cavalotto, vicepresidente dell'associazione Amici di San Giorgio in Valperga ed appassionato cultore di storia locale. L'appello di Vacca Cavalotto non è caduto nel vuoto ed il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Augusta Montaruli, il 21 ottobre scorso, ha presentato al presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, un'apposita interrogazione. «La riserva del Sacro monte di Belmonte è dotata di immenso valore e deve necessariamente essere tutelata - rimarca il consigliere Montaruli -. Pertanto, ho presentato un'interrogazione per sapere dall'assessore competente se non si intenda intervenire anche attraverso l'Ente parco affinché si provveda ad un'immediata attività di rimboschimento dell'area interessata». L'incendio di origine dolosa sviluppatosi tra il 17 ed il 19 aprile ha mandato in fumo oltre 35 ettari di territorio provocando un danno, tra investimenti economici pregressi vanificati e costo degli interventi necessari a risanare le superfici colpite dal rogo, ammontante a 471mila 450 euro. Chiara Cortese ©RIPRODUZIONE RISERVATA