Lavoro, dramma per nove milioni

ROMA L'emergenza lavoro in Italia è racchiusa in un numero impressionante: nove milioni. Sono infatti 9 milioni e 51 mila le persone che affollano l'area della «sofferenza occupazionale» (disoccupazione, ricerca scoraggiata di lavoro e Cassa integrazione) e del «disagio occupazionale» (precarietà e part-time involontari). Lo denuncia l'Associazione Bruno Trentin, presieduta da Fulvio Fammoni (già segretario confederale della Cgil) nel suo rapporto di ricerca sugli effetti della crisi sul lavoro in Italia, riferito al primo semestre 2013. Periodo caratterizzato complessivamente dalla diminuzione tendenziale del numero degli occupati e dall'aumento dei disoccupati. Nel secondo trimestre si arresta la crescita dell'occupazione straniera e aumentano gli inattivi, soprattutto tra gli over 35. I dati d'altra parte non hanno bisogno di troppi commenti. Nel primo semestre il numero delle persone in cerca di occupazione (3 milioni 176 mila) è cresciuto del 15,3%, pari a 423 mila unità rispetto al primo semestre 2012. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è passato dal 10,7% al 12,4%: quello maschile ha raggiunto l'11,7%, quello femminile è salito al 13,4% Le persone in cerca di un impiego non esauriscono l'universo degli esclusi dal mondo del lavoro. In Italia il tasso di inattività (quota percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che non lavorano e non cercano attivamente un impiego) è molto elevato così come è crescente l'area del disagio occupazionale. Parliamo dell'insieme dei dipendenti temporanei e dei collaboratori di 15-64 anni che lavorano a tempo determinato e degli occupati che svolgono un lavoro a tempo parziale. Quest'area dal 2009 è cresciuta sino a toccare quota 4 milioni e 200 mila unità. «Complessivamente le due aree - sottolinea il presidente della Trentin, Fulvio Fammoni - con una crescita costante in tutti i primi semestri degli ultimi sette anni registrano rispetto al 2007 un incremento del 58,7% pari a circa 3 milioni e 350 mila persone in più». Altri dati arrivano dall'Istat. Il presidente Antonio Golini parlando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha spiegato che dal 2007 al 2012 il numero di individui in povertà assoluta in Italia è raddoppiato, passando da 2,4 a 4,8 milioni. Contestualmente è ulteriormente peggiorato l'indicatore di grave deprivazione materiale che aveva mostrato un deterioramento già nel 2011. (v.l) ©RIPRODUZIONE RISERVATA