Tredici arresti: spacciavano droga in tutto il Chivassese

CHIVASSO La droga, hashish, cocaina ed eroina, era venduta in un bar o in una pizzeria di amici a Settimo torinese. Locali controllati da loro. Una maniera discreta, per non mostrarsi alla luce del sole. Tuttavia i carabinieri della Compagnia di Chivasso, guidati dal capitano Stefano Saccocci, sono riusciti a scovarli e all'alba di ieri hanno arrestato 13 persone. Sono indagate per traffico di droga nell'ambito dell'inchiesta Filo di Arianna del pm della Dda di Torino Stefano Castellani. Cinque sono in carcere, dove già si trovavano due persone ritenute i vertici. Altre sei sono agli arresti domiciliari. Tra di loro troviamo parenti di personaggi già noti alle cronache. C'è Francesco Carnazza, fratello di Giovanni, catanese ucciso nel 1984 in corso Belgio a Torino nella faida tra i clan mafiosi che in quegli anni si spartiva il controllo del crimine e il traffico di eroina e cocaina in città. C'è poi Saverio Barbaro, classe 1991, figlio di Giuseppe, condannato in abbreviato nel processo Minotauro. Durante le perquisizioni i militari hanno sequestrato 65 kg di hashish in un garage di Settimo. Gli arrestati si procuravano la droga da trafficanti albanesi, calabresi e siciliani e controllavano lo spaccio su quattro comuni della provincia. I clienti (70 quelli individuati dai militari) ordinavano le dosi al telefono usando frasi in codice per indicare quale e quanta droga volevano. Pure i trafficanti usavano un'astuzia per non farsi identificare, per rendere più sicure le consegne ed evitare di essere identificati: avevano soprannomi come Righeira, Tarallo, Nano, Pedro, Buma, Esattore e il Pivello. (an.gi.)