Balmetti, un milione per salvarli
QUINCINETTO Nilce Silvina Enrietti, fotografa naturalista argentina originaria di Quincinetto, torna nel suo paese natale per far conoscere il suo percorso professionale nel mondo della fotografia. E lo farà attraverso due conferenze in programma venerdì prossimo, 25 ottobre, promosse grazie alla collaborazione con l'amministrazione comunale e all'interessamento del sindaco, Barbara Compagno Zoan. La prima conferenza si terrà alle ore 14 all'auditorium Dante Conrero sul tema Tesori di Argentina. La fotografa racconterà la biodiversità dei parchi naturali argentini attraverso la proiezione di suggestivi video e immagini. Alle ore 21, nella sede della biblioteca, tema delle proiezioni sarà invece un progetto fotografico legato a luoghi dove alcuni quincinettesi emigrarono nel secolo scorso alla ricerca di fortuna. L'ingresso è libero. Un viaggio fotografico, insomma, per ritrovare personaggi e famiglie di Quincinetto da decenni trapiantate in Sud America, ognuna con una storia tutta da scoprire. Un momento dunque che non mancherà di emozionare non solo gli appassionati di fotografia, ma la anche gente del posto. (a.a.) di Simona Bombonato w BORGOFRANCO Trent'anni di attesa e un patrimonio di tradizioni con l'ambizione dell'Unesco che a ogni alluvione rischia di non tornare più quello di prima. Non serve andare molto indietro nel tempo per vedere i Balmetti messi in ginocchio dalle alluvioni. Solo a fine aprile il problema dell'acqua che si riversa dal versante interamente sulla frazione di San Germano ha riaperto una ferita mai chiusa. Le immagini di quella devastazione potrebbero essere però le ultime. O almeno, ci sono ragioni per sperarlo. Tra oggi e domani, giovedì, ultimo giorno prima della scadenza per accedere al bando, il Comune di Borgofranco inoltrerà la richiesta di finanziamento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che finanzia il programma 6.000 campanili. Programma in virtù del quale Borgofranco spera appunto di ottenere risorse per 991mila euro. Vale a dire, l'intera somma che costerebbe realizzare un canale di gronda a protezione della località nota per le sue cantine naturali che la rendono unica al mondo. Se Roma darà l'ok, i lavori inizieranno in febbraio, per concludersi, secondo la previsione dei tecnici, nel giro di sei mesi, quindi ad agosto. Il progetto è stato messo nero su bianco dalla Provincia di Torino, insistendo proprio sulla provinciale 73 gli interventi di sistemazione e messa in sicurezza del versante che sovrasta i Balmetti. La giunta ha rilasciato il via libera ufficiale solo lunedì mattina per poter candidare il progetto in tempo utile nella corsa ai finanziamenti statali. «Ci speriamo e ci crediamo molto – osserva il sindaco Fausto Francisca –. Il problema dei Balmetti risale agli anni Ottanta. Quando venne ampliata la provinciale non si tenne conto dei canali di scolo. E così, da allora, quando piove l'acqua si riversa tutta insieme su San Germano, con conseguenze che conosciamo bene e che abbiamo avuto davanti agli occhi appena sei mesi fa. Il progetto dovrebbe servire, in concreto, a incanalare verso la campagna il flusso dell'acqua piovana». L'area oggetto di intervento si trova a monte della località Balmetti, precisamente lungo la sp 73 al chilometro 5+200. Particolare non di secondo piano, la condotta di raccolta è prevista interrata in modo da azzerare l'impatto sul paesaggio. «Nella zona a monte dei Balmetti – si legge nel documento che relaziona il progetto definitivo – il versante è sagomato in modo tale da formare una conca, che raccogliendo le acque meteoriche su di una vasta area, le convoglia sul nastro stradale in un unico punto», favorendo fenomeni erosivi. Da qui sono partiti gli ingegneri per progettare un sistema di raccolta di scatolari (tubi rettangolari) 100 cm x 100 cm, sistemati sotto la strada. La canalizzazione convoglierà le acque nel punto più depresso, dove sarà realizzato un pozzo di raccolta 2,40 metri x 2,40. A valle dei Balmetti, invece, saranno posizionati due scatolari collegati da un canale a cielo aperto a sezione trapezia, costituito da una platea di e muri laterali in massi ciclopici.