Rata Tares in ritardo «Colpa delle Poste»

ROMANO Il sindaco di Romano Oscarino Ferrero ha respinto al mittente le accuse di «incapacità amministrativa» che gli ha rivolto nei giorni scorsi, con una lettera e un manifesto, la minoranza consiliare Per un paese da Vivere a seguito del rinvio del pagamento della rata di ottobre della Tarsu. «A causa di un disguido del servizio postale – ha esordito Oscarino Ferrero – la consegna degli avvisi di pagamento della Tares ha subito dei ritardi in diversi Comuni italiani». Il sindaco di Romano, nella sua risposta alla minoranza, ha quindi spiegato quelli che a suo dire sarebbero stati i motivi del ritardo. «In riferimento al nostro Comune – ha poi precisato Oscarino Ferrero – il servizio di bollettazione e di supporto alla riscossione diretta Tarsu/Tares è stato affidato alla ditta Comservice srl, con determinazione del responsabile del servizio, in sostituzione del vecchio servizio fornito da Equitalia; la spedizione degli avvisi di pagamento è stata effettuata da questa ditta, la quale si è avvalsa del servizio di posta massiva in alternativa a quello di raccomandata, che tra l'altro è più oneroso. La sequenza delle fasi organizzative ha rispettato la scadenza, ma il ritardo nella consegna degli avvisi è stato dovuto al fatto che Poste italiane si sia trovata a gestire un incremento di lavoro notevolissimo. Poste italiane stessa – ha aggiunto al riguardo il sindaco – si è giustificata attribuendo il disservizio al sovraccarico di lavoro generato dalla spedizione degli avvisi Tares dei Comuni, che era superiore alla loro dotazione organica». Fornita la sua versione dei fatti, Oscarino Ferrero ha tenuto infine a sottolineare che «questo imprevisto non ha creato disservizi ai cittadini, in quanto la scadenza è stata prorogata, con la deliberazione della giunta comunale dell'8 ottobre, al 31 ottobre senza alcun aggravio di mora: si tratta di avviso bonario e il termine per versare il tributo statale è fissato al 10 dicembre. La popolazione è stata avvisata in tempo utile del cambio della scadenza attraverso diversi canali di divulgazione e da parte dei contribuenti non ci sono stati segnalati particolari problemi». Il sindaco di Romano ha quindi concluso che «alla luce di quanto ho appena descritto – ha chiarito – risulta che l'interrogazione dell'opposizione non ha fondamento per essere discussa in consiglio comunale. Ripeto, c'è stato un problema tecnico non imputabile quindi all'amministrazione comunale». Sandro Ronchetti