Una Porta verso il nostro futuro

IVREA L'incontro di presentazione del progetto della Porta del Canavese (che nel frattempo ha cambiato nome in Porta del Cavanese-Monferrato) si è svolto venerdì nella sala della cupola alla Serra. Era organizzato da laboratorio nuovo Canavese e dall'associazione culturale Identità comune ed è stato moderato dal direttore della Sentinella, Pierangela Fiorani. Tomas Carini ha introdotto il progetto della Porta: in sostanza è una stazione di interscambio per mettere in comunicazione due linee ferroviarie (una e quella dell'alta velocità, l'altra la linea Val d'Aosta, Ivrea, Chivasso, Torino. Idea semplice e anche poco costosa, dicono i promotori. Circa cinque milioni per realizzarla. Un'idea a cui ha lavorato il professor Carlo Fontana, docente di liceo. Nella presentazione ha spiegato come la sua finalità sia rilanciare l'economia e il turismo nelle nostre zone. Oggi un treno passa sopra l'altro. Domani la stazione diventerebbe luogo di intersezione vera che avrebbe ricadute positive su una cinquantina di stazioni del territorio. Secondo Fontana la porta Canavese-Monferrato dimezzerebbe tempi per i viaggiatori e anche i costi. Ha anche prospettato molti vantaggi per chi vuole raggiungere la Val d'Aosta, che conta circa 300mila turisti all'anno. Particolare questo non certo secondario quando si parla di turismo. L'ingegner Nicola Manzoni autore dello studio di fattibilità ha avvicinato il progetto di Porta Canavese_Monferrato alla stazione che già esiste a Reggio Emilia. Paolo Billia direttore degli industriali ha dichiarato che certamente il Canavaese deve puntare sul turismo e che molto c'è da fare. Anche la vicina Val d'Aosta era rappresentata con Bruno Albertinelli, federconsumatori. Interesse dimostrato anche da Chantal Certan, consigliere del Movimento Alpe, presente con Roberto Cognetta, M5s. Hanno ricordato che Aosta ha appena deciso di stanziare tutti i soldi disponibili per nuovi treni anziché per potenziare le infrastrutture. «Fate presto a fare qualcosa» ha sollecitato Giorcelli di associazione utenti ferrovia. Intervenuti anche ex parlamentare Renato Cambursano e il sindaco di Tavagnasco, Giovanni Franchino e l'assessore di Ivrea, Giovanna Codato. Ha chiuso i lavori Massimo Iaretti, portavoce del Nuovo laboratorio canavese.