La Serra, Rosse Torri contro Aeg
IVREA All'indomani della notizia che segna il tramonto del centro culturale La Serra, destinato ora all'oblio con la messa in liquidazione della società per azioni Effetto Serra, si aprono le guerre intestine. A lanciare un pesante affondo in direzione di Aeg, è la cooperativa Rosse torri, che aveva ceduto la sua quota del 25% all'Azienda del gas di Ivrea, che aveva così ottenuto la maggioranza relativa. Rosse Torri lancia anche un appello per evitare la chiusura dell'unico spazio architettonico olivettiano aperto e funzionale, proprio mentre si avvia la fase di candidatura di Ivrea a sito Unesco. «Tutta questa vicenda è una drammatizzazione – scrive in un duro comunicato il presidente di Rosse Torri Francesco Curzio – determinata dalla scelta del socio di maggioranza (Aeg) di passare dal ruolo di unico rinnovatore della struttura e della gestione, a quello di spettatore senza impegni, né responsabilità. Come è noto più di un anno fa alla società Effetto Serra, che si trovava a fare i conti con la non più rinviabile riqualificazione del centro, e con costi di gestione molto onerosi, venne avanzata da Aeg prima un'ipotesi di acquisto dell'immobile, poi una proposta di acquisizione della maggioranza assoluta della società con lo scopo di procedere alla riqualificazione e a una nuova gestione. Tempi, modi e progetti tutti elaborati in casa Aeg senza il coinvolgimento di alcun altro socio di Effetto Serra. Più di un anno passato ad aspettare le determinazioni di Aeg scartando ipotesi di attività che venivano avanzate da operatori della città e misurando ogni iniziativa sul termine prospettato per l'avvio dei lavori: 30 giugno 2013. Più di un anno in cui il centro è stato sotto utilizzato, registrando una scarsa redditività. Nel maggio di quest'anno infine la presentazione del progetto all'assemblea dei soci e la conseguente elezioni del nuovo cda di Effetto Serra, coerentemente espressione di Aeg. Ma il progetto non è mai decollato». Cosa è successo? «I fatti – secondo Rosse Torri – sono che nessun intervento di riqualificazione è stato avviato, mentre le assemblee dei soci di Effetto Serra (convocate a luglio e poi a settembre) per affrontare la situazione vengono rinviate su richiesta di Aeg in attesa di "imminenti decisioni". A luglio il cda presieduto da Gianni Cimalando, vicepresidente di Aeg, si dimette. E si arriva all'ultima assemblea di mercoledì scorso con la conferma della marcia indietro di Aeg, che ora stima troppo oneroso il suo progetto, peraltro non illustrato in assemblea. E nemmeno si arriva alla nomina di un nuovo cda che in tempi brevi possa determinare l'importo preciso di un investimento di riqualificazione, verificare la reale disponibilità dell'amministrazione comunale di Ivrea di farsi parte attiva per la ricerca di una nuova partnership, ed elaborare uno o più proposte di gestione del centro. Anche questa strada non si concretizza per il rifiuto opposto dal socio di maggioranza Aeg di partecipare con due rappresentanti all'interno del nuovo cda». Dal canto suo Pescarin ribadisce: «In merito alla nomina di un nuovo cda, noi non ci siamo opposti, ma astenuti, mantenendo una posizione di neutralità. Non c'era un progetto iniziale di riqualificazione, ma era stata fatta solo un'analisi di massima». Lydia Massia