In città, ci vuole maggior cura di strade e cartellonistica

Egregio signor sindaco, mi permetto di scriverle da comune cittadino, e senza alcun fine politico, per trasmetterle, dopo più di 45 anni di vita trascorsi ad Ivrea, la mia completa delusione per una città che manca ancora oggi dei principi qualitativi di base tali da renderla se non uguale, almeno vicina alle similari cittadine di tutta Europa di pari reddito e dimensioni. Sembra spesso che nessuno abbia mai girato in Europa per accorgersi delle piccole, ma innumerevoli differenze che la rendono trascurata con continui e innumerevoli "rappezzi" senza una visione generale di qualità e vivibilità. Non desidero essere tacciato di "qualunquismo", ma basarmi esclusivamente su pochi ma significativi elementi sui quali inviterei tutta la sua amministrazione a riflettere seriamente. Il punto principale sul quale desidererei porre l'attenzione è la manutenzione dove, del resto come in tutta Italia, le varie opere pubbliche vengono spesso realizzate e poi successivamente dimenticate per anni. Ritengo con ragione che il problema non dipenda esclusivamente dalle limitate risorse economiche, ma dall'organizzazione con l'applicazione di regole, disposizioni e controlli più stringenti anche per i privati nella manutenzione anche delle loro case e dei loro giardini visibili dall'esterno. Le porgo in merito solo alcuni pratici esempi: a) Pensilina davanti all'Itis Camillo Olivetti. Abbandonata da quando è stata costruita (tetto rotto da anni, imbrattamenti vari,...). b) Scuola elementare Adriano Olivetti. Abbandonata da anni con: asfaltatura interna penosa con erbacce tra le buche dell'asfalto e quando piove si genera un lago anche per i tombini inesistenti o ostruiti. Molto discutibile la manutenzione del verde tanto che in alcuni periodi i ragazzi giocano a nascondino semplicemente nascondendosi nell'erba. Le bandiere italiana e dell'Unione Europea, sono mancanti o sfilacciate come dalle guerre risorgimentali (bell'esempio di educazione "patriottica" per i nostri figli e nipoti a parte la legge specifica che impone la perfetta conservazione dei vessilli in tutti gli edifici pubblici). Completa mancanza di fiori e con porte scortecciate ed infissi, da anni, sicuramente da riverniciare, imbiancatura interna ed esterna necessaria da anni oltre al ripristino delle attrezzature sportive. Invece, città, il pavè del centro è impossibile e tale da far quasi cadere chi vi si reca in motorino o in bicicletta. Qualcuno della sua amministrazione usa tali mezzi ? Provino per credere. Le riparazioni, tra l'altro lasciate ad imprese esterne senza alcun controllo sono sempre effettuate con metodi discutibili dato anche il notevole traffico presente (avvallamenti, tombini e rattoppi di asfalto in mezzo al pavè e cubetti spesso molto distanziati tra loro o mancanti...) Anche la cartellonistica stradale lascia a desiderare. Certamente non al pari di quella francese, spagnola e tedesca, tanto per fare un esempio. Spesso storta, arrugginita e ridondante. La rotonda del terzo ponte, l'unica bella di Ivrea, è letteralmente coperta da tanti di quei cartelli "regolari" ed abusivi che la nascondono praticamente. Bruttissima impressione per chi viene da fuori. Ma ha visto quanti cartelli di "inizio e fine pista ciclabile" ha fatto installare il suo ufficio tecnico in via Torino mettendoli a casaccio e perfino davanti a garage di abitazioni private? A parte il loro costo e la loro inutilità, il bello esiste? Ma ha visto quante indicazioni stradali ci sono in Francia? Un decimo di quelle italiane! Nelle piste ciclabili francesi non esiste un cartello ma solo delle chiare indicazioni a terra. Noti per favore anche le piastre a bolle in corrispondenza degli attraversamenti pedonali per i non vedenti. Mi scusi, ma di chi è stata la "pensata" di mettere al posto dei sassi nelle "aiuole" di piazza Freguglia della bellissima erba finta ? Guardi in Francia le villes fleuries Vieri Ranfagni