Ecomusei, visitatori in calo del 25%

La storia del territorio, dalla Resistenza all'arte contadina, passando per la castagna, in dodici tappe impreziosite dalla bellezza dello scenario naturale offerto dalla Serra. Questa è in sintesi la rete museale Ami. Piccoli musei a ingresso libero dedicati alle testimonianze del passato tra la provincia di Biella e quella di Torino, dove, nel cuore della Serra, a Chiaverano, si trova la testa del circuito. Per visitare le strutture, gestite dai volontari, tutti preparatissimi, bisogna fare tappa a Biella, Zimone, Salussola e Zubiena per la provincia di Biella. Il resto del circuito si snoda tra Andrate, Nomaglio, Maglione, Perosa, San Giorgio, Traversella, Brosso. CHIAVERANO Porte chiuse per la stagione museale della rete Ami (Anfiteatro morenico di Ivrea), che con i suoi dodici musei sparsi tra le province di Torino e Biella, e sede principale a Chiaverano, ha concluso le aperture programmate nel weekend del 12 e 13 ottobre. Si tirano dunque le somme e si analizzano i dati per riuscire a fare un bilancio di questo scorcio d'anno. Subito si nota il forte calo dei visitatori, consistente nel 25% in meno dei turisti che nel 2012 avevano fatto tappa nei vari punti di interesse del circuito. Tale calo è dovuto a molteplici fattori, che rispecchiano più che altro una tendenza nazionale. Tuttavia, «possiamo formulare delle ipotesi per spiegare i numeri – sostiene Luca Giordana, referente per la rete museale –. Sicuramente il minor movimento è stato causato dalla crisi. Nonostante gli ecomusei siano gratuiti, c'è stata staticità, e questo è determinato dal fatto che la gente, avendo meno soldi, è meno propensa a spostarsi se non per di necessità». Lo dimostrano «la buona presenza di visitatori ad agosto, mese che di solito è più vuoto per le vacanze». Cartina di tornasole: i dati rivelano che buona parte dei turisti di quest'anno arriva dalla zona dell'Anfiteatro morenico, chiaro indice di scarsa mobilità. «Il clima poi non ha aiutato – riprende Giordana –. A giugno e settembre ha fatto freddo ed è piovuto molto. In più, rispetto agli anni passati le risorse disponibili sono state inferiori. In tutto, calcolando che i conteggi devono ancora essere ultimati, possiamo contare circa 4600 visitatori». Un bilancio negativo, quindi, per una realtà culturale così ricca e propositiva, che da quest'anno tra l'altro è entrata a far parte della tessera dei musei Piemonte card. Ma non ci si scoraggia. Anzi, si prosegue con rinnovato vigore. Da tre anni, la rete si è posta l'obiettivo di creare una gestione strutturata di questi luoghi, che spaziano in tutto il territorio dell'Anfiteatro morenico, con le aperture programmate il sabato pomeriggio e la domenica tutto il giorno, a partire dal 15 giugno fino al 13 ottobre e tale obiettivo è stato ampiamente raggiunto in termini di gradimento. «Il fatto di avere delle aperture permanenti stagionali è una conquista importante. Cercando di reperire più risorse e creando una rete di conoscenze di questi siti culturali, in futuro si potranno avere dei risultati promettenti. Al di là del periodo di crisi con cui tutti i settori, purtroppo, devono fare i conti». Teresa Layla Pedrotta