Investita con il marito, muore 65enne
LESSOLO Il dolore per la morte di Renata Bigio, 65 anni, travolta domenica scorsa da un'auto mentre attraversava la strada con il marito Felicino Oberto Tarena, 68 anni, rimasto ferito in modo non grave, lungo la provinciale che collega La Loggia a Carignano, si respira nell'aria. A Lessolo, dove la pensionata abitava con il marito nella grande casa di via Arduino Casale, vicino a una distesa di granoturco. Era nata a Chiaverano e lì aveva vissuto (fino al matrimonio) con il fratello don Arnaldo Bigio, parroco di San Lorenzo a Ivrea, già vicario generale della diocesi di Ivrea. E a Ivrea tra tutti quei bambini e bambine, ora diventati uomini e donne, di cui Renata si era presa cura finchè aveva lavorato come puericultrice al nido dell'Olivetti. «Prendersi cura del prossimo, è una vocazione della nostra famiglia» dice don Arnaldo Bigio che nella fede trova conforto ad una ferita profonda. «Renata era così fin da bambina. Le veniva spontaneo pensare agli altri. A cominciare dai suoi familiari: il marito che aveva sposato a 20 anni, poi i due figli Luca ed Enrico, entrambi sposati. E i cinque nipoti di cui andava fiera. Una vita piena la sua, generosa. Un vero esempio di donna, sposa e madre. Ma il tempo per occuparsi di chi aveva bisogno di un aiuto lo trovava sempre. Prima c'erano i nipoti, naturalmente. Poi venivano l'attività di volontariato alla Caritas, e nella parrocchia di Lessolo. Inoltre continuava a seguirmi nelle mie attività, all'oratorio San Giuseppe, alla casa dell'ospitalità con quella dolcezza e quella calma che riusciva a trasmettere. Aveva studiato anche da sarta nell'atelier di Tota Porta. Poi c'è stata l'occasione di andare a lavorare al nido dell'Olivetti. Ma la passione per la sartoria e per il ricamo l'ha sempre mantenuta». Una grande famiglia unita quella di Renata. Anche la domenica della tragedia lei e il marito avevano trascorso la prima parte della giornata con i figli e i nipoti godendosi il paesaggio del lago di Meugliano. Poi Renata con il marito avevano deciso di visitare la fiera di Carmagnola. Una passeggiata tra le bancarelle di antiquariato, come piaceva tanto a Felicino. Prima di ritornare a casa la curiosità di visitare quel grande bazar lungo la strada alla ricerca di qualche oggetto curioso. Una tappa veloce con l'auto che Felicino posteggia lungo la strada invece che nel posteggio del bazar. Ma la strada è buia. Renata e Felicino sono delle sagome scure quando attraversano la provinciale. Che il pensionato ottantenne alla guida della sua Lancia Lybra non vede. E investe. Lunedì sera i figli e i parenti sono riuniti nella casa di Luca, poco distante da quella dei genitori. Nessuno ha voglia di parlare. In giardino si affacciano le due nuore. Una delle nipoti ricorda quanto la nonna amasse passeggiare intorno al lago e nei paesini della Valchiusella. Felicino intanto è stato informato della morte della moglie. Dal suo letto d'ospedale al Cto con le caviglie e il polso fratturato chiede di tornare a casa. Lí si sente lontano dalla sua Renata che ha amato da quando era un ragazzo. Non vuole mancare ai funerali, che saranno celebrati venerdì alle 15 in chiesa parrocchiale. Lydia Massia