Case popolari, mancano 200mila euro

di Simona Bombonato wIVREA Affitti non pagati per 200mila euro e un evaso totale che si attesta attorno al 14% su base annua. Mentre dalla parte di chi aspetta un alloggio, ci sono 159 persone in lista di attesa. Per loro, l'unica certezza è che il prossimo bando per l'assegnazione di unità abitative di edilizia pubblica, non sarà emesso prima di ottobre 2016, a quattro anni esatti dall'ultima graduatoria. Case popolari: numeri e trend per dire che anche a Ivrea, 504 appartamenti di cui 246 gestiti dall'Azienda territoriale per la casa di Torino e Provincia, il resto in capo al Comune, la crisi del lavoro presenta il conto. In questo senso, anche se i numeri delle insolvenze sono per Atc su livelli stabili rispetto al 2012, il fatto che l'emergenza continui è evidente in quei 200mila euro non rientrati su una previsione di un milione e 400mila euro. Il totale parziale degli sfratti (solo 5 nei primi dieci mesi dell'anno a fronte dei 26 sfratti civili resi esecutivi dal tribunale nel 2012) risultano perciò fuorvianti rispetto a una situazione di difficoltà di tutt'altro peso, per cui pagare per tempo un canone di locazione mensile che va da 40 a 90 euro, diventa tante, troppe volte un'impresa impossibile. La conferma arriva da Atc e dal Comune: «Vero, gli sfratti sono pochi rispetto al fenomeno della morosità, che comunque resta sui livelli dell'anno scorso – dicono da Atc –. La spiegazione va ricercata nei meccanismi, volutamente lunghi, solo al termine dei quali si giunge a una soluzione drastica. È evidente che lo sfratto da una casa popolare arriva solo dopo tutte le verifiche del caso e dopo una lunga concertazione che vede seduti al tavolo non solo Atc ma anche i Comuni interessati e i Servizi sociali». Di norma trascorrono 8 mesi prima che il provvedimento diventi esecutivo. L'iter inizia se entro due mesi non si sana il debito. In questo senso, ci sono 60 giorni per saldare anche stipulando un impegno di pagamento dilazionato in piccole rate mensili, ma, riprendono da Atc «ci sono persone che arrivano ad accumulare anche 40, 50mila euro di morosità». A monte, interviene l'assessore ai Servizi sociali, Augusto Vino, c'è la mancanza di lavoro: «Lo vediamo dalla varietà degli utenti. Al di là delle famiglie numerose e degli anziani, i nostri inquilini tipo, oggi il richiedente è l'italiano di 30-40 anni che faceva l'operaio generico e il muratore rimasto senza lavoro, persone che difficilmente avranno possibilità di ricollocarsi. In questo senso Ivrea è lo specchio dei tempi: si fanno avanti anche tanti padri tornati single, per cui anche una situazione professionale precaria può sfociare nel rischio di perdere la casa. Perciò con il consorzio In rete e il personale degli uffici c'è grande lavoro di approfondimento sui singoli casi per evitare lo sfratto. Dalle dilazioni di pagamento al contributo di 500 euro, l'obiettivo è quello di intervenire, se ci sono, sui margini di manovra per evitare che all'emergenza sociale si aggiungano le conseguenze devastanti di quella abitativa».