Nasce il centro di aggregazione islamico

CUORGNÈ Nessuna moschea, ma piuttosto un centro di aggregazione, una sorta di circolo culturale - ricreativo per la numerosa comunità islamica che vive in città, ma anche nei centri limitrofi, potrebbe sorgere in via Ivrea a Cuorgnè, a qualche centinaio di metri dall'ex Manifattura, in uno stabile un tempo adibito ad autoriparazioni a due passi dallo storico ponte sul torrente Orco. «Al momento, non è pervenuta in municipio nessuna istanza per poter aprire un centro di aggregazione - spiega il sindaco, Beppe Pezzetto -, ma negli incontri avuti con i responsabili della comunità è emersa la loro intenzione di ricercare uno spazio, un luogo in cui organizzare attività culturali come, ad esempio, corsi di arabo-italiano, che avrebbero identificato proprio in questa struttura di via Ivrea, sulla destra, subito dopo il ponte sull'Orco, di proprietà di un privato. Il Comune non interferisce in quanto siamo in presenza di una trattativa tra privati, ma quel che è certo, comunque, è che non si tratterà di un luogo di culto vero e proprio». L'area in questione, infatti, nel Piano regolatore comunale è indicata come a destinazione residenziale e per mutarne l'uso occorrerebbe predisporre ed approvare un'apposita variante allo strumento urbanistico. «Se esistono i requisiti per l'istituzione di un circolo, invece, credo sia giusto che anche la comunità islamica possa avere a disposizione dei luoghi in cui incontrarsi, socializzare e organizzare iniziative culturali - aggiunge il primo cittadino -. Lavorare insieme, conoscere le culture e le tradizioni dei Paesi dai quali provengono le comunità più numerose che vivono sul nostro territorio, ritengo sia fondamentale per migliorare l'integrazione. Visitando le scuole, ho avuto modo di constatare che i più integrati sono i bambini che non hanno difficoltà a giocare con i loro coetanei anche se hanno un diverso colore della pelle o professano un differente credo religioso ed io mi ispiro al loro modello». Dal progetto "L'aquila e il dragone" finalizzato agli scambi culturali con la comunità cinese alla partecipazione di rappresentanti dagli occhi a mandorla e islamici ad iniziative varie, come "Italia 150", negli ultimi anni Cuorgnè in fatto di integrazione ha fatto un po' scuola in Alto Canavese. «Come amministrazione sapere di avere dei riferimenti delle varie comunità con cui dialogare, interfacciarsi - conclude Pezzetto - , permette di facilitare il passaggio dei messaggi e, contestualmente, di poter meglio evidenziare anche il verificarsi di reciproche, eventuali problematiche». Intanto, i lavori in quello che dovrebbe diventare un centro d'aggregazione islamico vanno avanti e la struttura non dovrebbe tardare ad essere pronta. Chiara Cortese ©RIPRODUZIONE RISERVATA