Chiaverano, a contatto con gli artisti

CHIAVERANO Tra danza, poesia, musica e video sabato e domenica è l'ultimo fine settimana di Morenica Festival, la kermesse che consente di incontrare collettivi e artisti. Sabato alle ore 21 al Teatro Bertagnolio di Chiaverano Habitat per Alda, di e con Raffaella Tomellini, con al sax Roberto Regis, alla batteria Paolo Franciscone e al contrabbasso Maurizio Bucca. Produzione Viartisti Teatro. Ingresso 5 euro. Uno spettacolo-concerto dedicato a Alda Merini, una creazione di parole e musica. Alla base del progetto il ritrovare una casa alla poetessa, proprio perché la sua vera abitazione di Milano non è stata salvaguardata ed è scomparsa. Tutte le sue cose sono state sistemate nei sotterranei del Palazzo Sforzesco, in attesa. Musica e parole sono un desiderio di avere cura della poesia di Alda come un dono prezioso. Domenica si inizia alle 17.30 con la proiezione ad Andrate del documentario Memorie moreniche: Andrate e gli alpeggi, frutto del laboratorio condotto da Sandro Carnino durante Morenica 2012. Sarà presente il regista. Ingresso libero. Al Teatro Bertagnolio doppio appuntamento: alle 18.45 la danza con la compagnia Tecnologia Filosofica di Torino. Verrà presentato il nuovo studio che vede in scena, con le coreografie di Aldo Torta i danzatori Francesca Cinalli, Stefano Botti e lo stesso Aldo Torta. FinCheMorte è un lavoro di ricerca coreografica sul tema della fine e del trapasso attraverso un lavoro fisico sul peso sulla gravità, sul respiro. Il materiale coreografico si compone di suggestioni sonore e tempi scanditi da stanze luminose, come visioni di quella zona di passaggio che spesso fa parte della stessa vita. Davvero, forse, l'unico cosa importante arrivare vivi alla morte. Alle 19.30 Etude pour la sainteté di e con Erika Di Crescenzo (ingresso 5 euro). L'opera/concerto è stata ideata avventurandosi nei canali sotterranei e misteriosi dove si incrociano e confondono sensualità ed estasi, isteria e santità, secondo le intuizioni di un mentore come Georges Bataille e, soprattutto, secondo la dolorosa casistica degli archivi sull'isteria dell'ospedale Salpêtrière di Parigi. Etude pour la Sainteté è una "blague sacreé" che esplora il confine tra santità e follia. Un sacro scherzo, dove la messinscena teatrale, sul filo dello scandalo, coincide con il luogo della rappresentazione isterica. Dove il dolore è più forte che reale.