Tavagnasco, guerra per la scuola

QUINCINETTO «Accorpare le scuole primarie a Quincinetto? Non se ne parla». Il sindaco di Tavagnasco Giovanni Franchino boccia senza appello la proposta avanzata dal primo cittadino di Quincinetto, Barbara Compagno Zoan, rilanciata nei giorni scorsi in un incontro con i genitori. Franchino si schiera a favore del mantenimento del primo ciclo in paese: «Il sindaco di Quincinetto ha formalizzato questa proposta senza supportarla con delle cifre – dice Franchino –. Non capiamo quali sarebbero i risvolti. Si parla di risparmio ma quali saranno i costi aggiuntivi di trasporto? Quante persone serviranno per coprire la mensa? Inoltre ci pare un'ammucchiata, non resterebbero aule libere per le attività di laboratorio alternative alla didattica tradizionale». Barbara Compagno non ci sta a passare per colei che vuole chiudere le scuole a Tavagnasco. «La questione non si pone in questi termini – spiega – e va al di là di posizioni di campanile e fa leva su questioni molto pratiche di cui le famiglie dovevano essere informate. Si è venuta a creare una situazione anomala. Entro dicembre saremo chiamati a rispettare la legge che impone la creazione di unioni di Comuni o le convenzioni. Quincinetto ha deciso di far parte di un'unione (con Carema, Settimo Vittone, Andrate e Nomaglio), Quassolo di attivare convenzioni con Borgofranco mentre nulla si sa delle intenzioni di Tavagnasco. Le famiglie devono sapere che ci saranno cambiamenti. La convenzione scolastica in essere tra Quincinetto, Tavagnasco e Quassolo – prosegue Zoan – subirà necessariamente una trasformazione accompagnata dalla necessità di favorire scelte che consentano di ottimizzare i costi e migliorare il servizio evitando situazioni di disparità che già si stanno verificando ad esempio rispetto ai costi della mensa». Secondo Zoan, l'accorpamento consentirebbe di risparmiare almeno 12mila euro annui, derivanti dal contenimento delle spese vive. Per Giovanni Franchino le unioni di Comuni produrranno maggiori costi. E sul tema del polo scolastico unico è lapidario: «Non saremo noi a modificare la convenzione che scade nel 2015, sarà nel caso Quincinetto in maniera arbitraria». A distanza replica Barbara Compagno: «La convenzione già contempla gli effetti della riorganizzazione degli enti locali. Il testo parla chiaro: la convenzione si scioglie nel momento in cui si dà vita a un'unione di Comuni». Questo non significa che Tavagnasco dovrà per forza veder accorpata la sua scuola; anzi, potrà attivare una convenzione con la costituenda unione di Comuni. «Questo è chiaro – commenta ancora Zoan –. Ma il punto non è chiudere una scuola facendo un torto a un Comune, l'urgenza qui è garantire servizi a costi minori a fronte delle minori risorse». Amelio Ambrosi