Città Futura, ente in liquidazione
MONTANARO Città Futura entra in liquidazione. A breve, per la società a totale partecipazione comunale inizierà l'iter per la liquidazione anticipata in attuazione dell'articolo 14, comma 32 della Legge 122/2010. La legge prevede l'obbligo per i Comuni con meno di 30 mila abitanti allo scadere del 30 settembre di procedere alla dismissione di parte delle quote delle partecipate. Per le società che non avessero ottenuto bilanci in pareggio negli ultimi tre anni l'obbligo è quello della liquidazione. Così nel consiglio comunale di sabato scorso l'amministrazione si è trovata a dover approvare un punto blindato e a dare mandato all'amministratore unico di Città Futura, che ha registrato un attivo solo nel bilancio 2011, di iniziare la procedura. «Speravamo ci fosse una proroga, come richiesto dall'Anci – ha commentato il sindaco Marco Frola – ma non è stato così». Il primo cittadino ha però tenuto a precisare che la liquidazione non coincide con il fallimento e comporta sostanzialmente che la società vada verso la conclusione delle attività aziendali, attraverso la vendita di tutti i beni, la riscossione di tutti i crediti e il pagamento di tutti i debiti. Tutto ciò non ha un tempo preciso di attuazione e la procedura può anche essere interrotta qualora venissero meno i motivi che hanno portato alla liquidazione. «La società può e in alcuni casi deve continuare la sua attività – ha aggiunto Frola –; la nostra volontà come socio unico è quella di mantenere i servizi e i posti di lavoro». Al momento Città Futura si occupa oltre che servizi cimiteriali, della farmacia comunale e dell'asilo nido. «Questi ultimi – ha garantito il sindaco - rimarranno attivi con il personale che c'è oggi. La società ha un patrimonio immobiliare notevole, di valore pari al doppio dei debiti contratti in questi anni ma la congiuntura economica non ha reso possibile vendere nulla. La nostra priorità è garantire i servizi e i posti di lavoro». Critica la reazione delle minoranze. Fermo restando che dall'obbligo di legge non ci si può esimere, per il democratico Roberto Bena sarebbe stato più opportuno «iniziare la procedura alcuni anni fa, affrontando la questione in maniera pacata e tranquilla e non perché ci viene imposto. Città Futura è una società con grossi limiti. Per quanto tempo si potrà dire "salviamo i servizi"? Chi ci assicura che non intervengano nuove leggi che ci impongano altre scelte?». Per Ripartiamo da Montanaro (che a eccezione di Vittorio Porta si è astenuta) i problemi della società sono da ricercare negli errori del passato, dalla sua nascita ad oggi. «Non l'avete gestita con trasparenza», lamenta il capogruppo Gianrenza Piana. (s.a.)