Due giorni di festa e riflessione In azienda arriva Albanese
IVREA L'arte si evolve sempre. Come ha fatto il gruppo Manital in 20 anni. Sarà per questo che Graziano Cimadom, presidente dell'azienda diventata leader nel global service, ha deciso, come paradigma della sua mission, di comprare due anni fa il castello di Parella. Il maniero, che fu dei marchesi di San Martino, discendenti di re Arduino, ha ospitato la festa per il compleanno dell'azienda di Ivrea: un evento spalmato su due giorni, (venerdì e sabato scorsi) che è diventato metafora del nuovo Rinascimento del Canavese, sospinto dal mantra la "Forza dei vent'anni". Questo perché Cimadom, e lo staff aziendale che ha lavorato all'organizzazione dell'evento, sono riusciti ad evitare la retorica celebrativa concentrandosi invece sulla presentazione della progettualità futura, legata anche al castello di Parella, dove è in fase di realizzazione l'agriparco, e dove sono in corso i lavori di restauro. «Non siamo qui per ostentare – ha detto il presidente di Manital accogliendo venerdì gli ospiti– ma vogliamo presentare dei progetti che siano da stimolo e da aiuto concreto allo sviluppo economico del Canavese». La festa di venerdì, trascorsa velocemente tra una visita al vigneto, note di musica classica, nei saloni del castello ed una raffinata cena, era dedicata ad istituzioni e clienti, mentre sabato l'evento si è trasformato in un momento intimo di incontro tra i dipendenti del gruppo, a cui il presidente ha voluto offrire la presenza di Antonio Albanese, in questi giorni nelle sale cinematografiche protagonista del film di Gianni Amelio "L'Intrepido". Venerdì al castello, c'era invece il gotha della politica regionale, provinciale e locale con numerosi sindaci del Canavese, tra cui anche il primo cittadino di Ivrea, Carlo Della Pepa, il vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Cerrato, l'ex deputato del Pdl Osvaldo Napoli, nominato di recente alla vicepresidenza dell'osservatorio tecnico sulla Torino - Lione, ed i vertici di Confindutria Canavese con il presidente Fabrizio Gea. Lo spazio per raccontare la parabola ascendente del gruppo, fondato da Cimadom nel 1993, si è concentrato in un'intervista affidata ad Attilio Romita, ex conduttore del TG1, ed una mostra di installazioni video per illustrare l'attività del gruppo. Ma l'essenza della Manital si trova nel volume "Facility management, le parole per dirlo", presentato brevemente nel corso della serata. Un libro che tra le interviste ai manager del gruppo raccolte da Francesca Melli e le belle fotografie di Maurizio Gjivovich, dedicate ai dipendenti ritratti sui posti di lavoro in un mix tra rigore piemontese e fantasia mediterranea, riesce a comunicare non solo la mission dell'azienda, ma la filosofia che alla base della sua crescita continua: etica, innovazione, rispetto per l'ambiente, investimenti nella cultura e soprattutto fiducia nelle persone. «La lettura del libro -scrive nella prefazione Aldo Cazzullo - trasmette energia ed ottimismo. Proprio quello di cui l'Italia ha bisogno. La crisi italiana è innanzi tutto una crisi di fiducia. Manca la fiducia nello Stato, negli altri, in se stessi, nel futuro, e senza fiducia anche le buone idee e le grandi opportunità servono a poco». Per questo Manital guarda avanti: «La crescita – ha aggiunto Cimadom - è il nostro marchio di fabbrica. Una caratteristica che soprattutto il settore privato apprezza e ci riconosce. Affiancati da una società di consulenza internazionale stiamo per avviare un grosso progetto di investimento formativo ed organizzativo concentrato sulla nostra centrale di governo, il cuore pulsante che sovrintende a tutte le nostre attività. Ci piace pensare di essere i più grandi tra i piccoli ed i più piccoli tra i grandi e siamo fieri di dove siamo arrivati, ma continuiamo a percepire una forte spinta a far andare le cose meglio». Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it