L'intelligence israeliana dietro le quinte
TEL AVIV Esperti israeliani sono in campo a Nairobi nel Westgate Mall per aiutare le forze kenyote. A far filtrare la notizia sono state fonti della sicurezza israeliana che hanno invece smentito un rapporto iniziale sulla presenza di uomini delle «forze speciali» dello stato ebraico nell'irruzione dentro il centro commerciale di Nairobi insieme ai soldati kenyoti. Anche il ministero degli interni del Kenya Joseph Ole Lenku ha insistito sul fatto che l'assedio del Westgate Mall è «un'operazione nazionale». Eppure - nonostante a Nairobi non risultino ufficialmente cittadini di Israele in mano ai terroristi, anche se nel Mall sono presenti proprietà israeliane - per un attimo il pensiero è corso ai fatti dell'aeroporto di Entebbe in Uganda della notte del 3 e 4 luglio 1976. In quel caso, un'ardita e complessa operazione avio-terrestre israeliana liberò un gruppo di cittadini israeliani e stranieri, ebrei, sequestrati in un'azione coordinata dal Fronte popolare per la Liberazione della Palestina e da terroristi tedeschi. Allo stato attuale quindi i soldati kenyoti sarebbero affiancati da esperti dello stato ebraico abili nel fronteggiare le situazioni di emergenza come appunto un assedio prolungato in presenza di ostaggi. Inoltre - è stato aggiunto - sono noti i rapporti di intelligence che intercorrono tra Israele e il Kenya. Del resto non è la prima volta che interessi israeliani sono stati oggetto di attacchi terroristici in Kenya: nel 2002, vicino Mombasa - secondo città del paese - un attentato suicida colpì un albergo frequentato da turisti israeliani con tre morti fra questi e 12 kenyoti. Quasi allo stesso momento, e sempre a Mombasa, un aereo israeliano con 261 passeggeri a bordo scampò di poco durante il decollo a due missili lanciatigli contro.